Il fatto, che poteva avere conseguenze più gravi, è accaduto nel Bolognese: un operaio, voleva recuperare degli attrezzi insieme al suo datore di lavoro, ma è stato scambiato per un ladro da due uomini di origine tunisina. L’uomo è stato quindi immobilizzato e quasi soffocato dai due, che sono stati arrestati per tentato omicidio in concorso.
Il tutto è successo lo scorso 22 luglio, in un cantiere edile a Castenaso. Il malcapitato è stato legato mani e piedi a un tavolo usando filo di ferro e non contenti i due tunisini avrebbero anche tentato di soffocarlo e lo hanno picchiato e preso a bastonate. Il capo cantiere che era con lui è riuscito per fortuna a sottrarsi alla fuori degli assalitori e un residente, sentendo il trambusto provenire da un container, ha chiamato i Carabinieri che hanno trovato il 34enne privo di sensi e lo hanno affidato al 118: l’uomo ha riportato 10 giorni di prognosi.
I due stranieri sono stati identificati dai Carabinieri e sono stati anche ritenuti responsabili di una rapina ai danni dell’uomo che avevamo malmenato, il suo smartphone infatti era sparito durante l’aggressione ed è stato scoperto nascosto nella tasca di uno dei due. Le indagini hanno ricostruito un quadro ben preciso: intorno alle 19 del 22 luglio, il capo cantiere e la vittima hanno raggiunto il luogo di lavoro per prendere degli attrezzi. I due tunisini, licenziati qualche giorno prima, ubriachi e che dormivano nel container, hanno reagito all’ingresso dei due bloccando l’operaio perché lo avrebbero scambiato per un ladro.
I due poi hanno lasciato Bologna e i carabinieri li hanno rintracciati in provincia di Verona, e sono stati sottoposti a un provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Bologna. Al momento i due sono sottoposti alla misura cautelare emessa dal Gip al termine dell’udienza di convalida e si trovano in carcere a Montorio.













