L’ingresso del socio privato Save nel capitale dell’aeroporto Valerio Catullo pare sia avvenuto in modo opaco, a ritenerlo è ANAC, l’Autorità Nazionale AntiCorruzione, che nel marzo del 2018, contestò le modalità con cui le quote di proprietà del Comune di Villafranca nella società Catullo Spa furono cedute a Save, perché “non conformi alle previsioni del codici dei contratti e del diritto comunitario”. Anac decise anche di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica di Verona, per gli eventuali profili di competenza, ed alla Corte dei Conti.
“Ora il TAR del Lazio dovrebbe pronunciarsi in merito alla legittimità di quell’ingresso, avvenuto acquisendo quote del capitale sociale senza una gara pubblica – spiega ancora il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi -. Ma nessuno dei soci pubblici del Valerio Catullo, che hanno la maggioranza del capitale sociale, sta sollecitando questo giudizio, che in tal modo rischia di cadere nel vuoto. La questione sarebbe giacente da quasi 5 anni al TAR perché la società di gestione non avrebbe provveduto a depositare il sollecito per la fissazione dell’udienza”.
“Il fatto è grave – continua Valdegamberi -, inutile fingere di lamentarsi e poi remare in senso opposto. Il procedimento rischia di decadere tra pochi mesi. Invito rappresentanti degli interessi pubblici a farsi parte attiva per arrivare al giudizio del Tar e inoltro alla Corte dei Conti una nota per chiederne l’interessamento sulla questione. Gli enti pubblici che sono soci dell’aeroporto devono attivarsi per tutelare gli interessi della collettività, diversamente vi potrebbe essere una responsabilità patrimoniale per eventuali danni al patrimonio pubblico”.













