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Dimissioni Draghi, le ricadute economiche preoccupano le Associazioni di categoria

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Oltre alla politica, anche il mondo delle Associazioni di categoria dice la sua sulle dimissioni del Governo Draghi. “Sono a rischio gli impegni per risollevare gli imprenditori da questi due anni di crisi, per realizzare il Pnrr e le riforme, per affrontare il drammatico impatto della guerra in Ucraina su famiglie e imprese”, sottolinea il presidente di Confartigianato Verona Iraci Sareri. Confartigianato ha calcolato infatti le conseguenze che potrebbero essere provocate dalla crisi di governo. A rischio 49,5 miliardi di euro, pari a 2,5 punti di PIL, e in pericolo ci sarebbero ben 253mila lavoratori.

“Le dimissioni di Draghi non sono una sorpresa dopo gli scossoni politici della scorsa settimana e adesso la crisi di governo che si è aperta non può che preoccuparci – commenta il presidente di Casartigiani Verona, Luca Luppi -.  Non sappiamo quale sarà il destino di tutti quei progetti legati al Pnrr che stavano per essere messi a terra, che ne sarà della progettualità fin qui portata avanti dal governo dimissionario e cosa ne sarà di famiglie e imprese che aspettano risposte urgenti alla crisi economica che stiamo attraversando”.

Con le difficoltà del post pandemia, la crisi energetica, l’aumento dei costi delle materie prime e l’inflazione che sta accelerando (portando all’aumento dei tassi di interesse), cosa può fare un Paese senza un governo solido, capace di tenere il timone a dritta e centrare gli obiettivi di crescita che si è posto?

“Le dimissioni del premier sono una triste notizia per il nostro Paese e per la nostra economia – sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -, in un momento in cui stiamo vivendo grandi difficoltà tra post pandemia, crisi energetica, aumento dei costi delle materie prime e un’inflazione che sta accelerando come non si vedeva da tempo, portando inevitabilmente all’aumento dei tassi di interesse. C’era un governo di unità nazionale che avrebbe dovuto portare a termine provvedimenti e riforme importanti per un Paese a rischio recessione, guardando all’interesse delle imprese, delle famiglie e di tutti i cittadini. In pieno conflitto bellico la caduta dell’esecutivo sarà anche un indebolimento sul fronte della politica europea, perché perderemo coesione e unità”.



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