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Centrodestra diviso alla prova del voto, Tommasi: “Un risultato storico”

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Dopo 15 anni di amministrazione del centrodestra, la città torna ad essere governata da una coalizione del centrosinistra, era già successo nel 2002 quando Zanotto fu il primo a dare prova che si potevano rompere gli schemi della tradizionale politica veronese e 20 anni dopo Tommasi ci è riuscito un’altra volta.

Adesso a mente fredda è il momento di fare alcune analisi: dopo il primo posto al primo turno (con quasi il 40%), il candidato del centrosinistra ha ottenuto al ballottaggio il 53,4% delle preferenze, contro il 46,6% del sindaco uscente. Che si traducono in 50118 voti per Tommasi e 43730 per Sboarina, che rispettivamente al primo turno avevano preso 43102 voti e 35405.

Allora per chi hanno votato i tosiani? Al secondo turno infatti, dopo il mancato apparentamento con Tosi, l’incognita principale era rappresentata proprio da quel 24% di elettori che il 12 giugno aveva votato per l’altro candidato del centrodestra, ora in Forza Italia. In tanti si saranno convinti che la destra veronese, anche senza apparentamenti formali, avrebbe votato compatta, ma non è stato così.

Non sono valsi i richiami a parole allo spirito unitario della destra contro il potenziale pericolo rappresentato dalla sinistra, una narrazione politica che ormai è lontana dal sentimento di tanti elettori, che sempre più spesso negli anni hanno sostenuto liste civiche. Un civismo del quale Tommasi si è fatto capofila, riuscendo a conquistare così tanti Veronesi.

I numeri ci dicono anche altro: oltre all’astensionismo, l’elettorato del centrodestra si è presentato diviso alla prova delle urne, c’è chi infatti ha sostenuto il sindaco uscente, chi Tommasi, anche come voto di protesta. Adesso resta da vedere se le forze di destra serreranno le fila almeno tra i banchi dell’opposizione, o se ci vorrà del tempo per mettere pace tra le anime più rumorose del centrodestra. In tanti sono infatti i volti noti che dovranno abbandonare le stanze di Palazzo Barbieri e molti equilibri di forza sono destinati a cambiare.

C’è chi, sottovoce, dice che con un candidato diverso sarebbe andata diversamente, chi dice che Sboarina e Tosi alla fine avrebbero dovuto correre insieme, chi lamenta le interferenze della politica nazionale, ma intanto l’ormai ex sindaco rivendica le decisioni prese fin qui: “Abbiamo perso, ho chiamato Tommasi e gli ho detto che gli lasciamo una città in salute. Forse non siamo riusciti a comunicarlo abbastanza. Faremo opposizione per far andare avanti le cose che abbiamo iniziato e per bloccarne altre. Nessuno in giro ha fatto l’apparentamento, non capisco perché dovevamo farlo noi. Dobbiamo capire perché abbiamo perso per migliorare”.



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