“Come Cgil Verona esprimiamo rabbia e dolore per questi tre nuovi infortuni mortali sul lavoro accaduti negli ultimi due giorni sul nostro territorio, l’ultimo a Brenzone – commenta Raffaello Fasoli, Segretario della Camera del Lavoro Cgil Verona -. Lo diciamo sempre e non ci stancheremo mai di ripeterlo: è inaccettabile che un lavoratore o una lavoratrice debbano mettere in conto l’eventualità di non riuscire a tornare a casa dai propri cari la sera o a fine turno. Eppure è quanto successo ogni giorno a tre persone in Italia nel corso del 2021. Nel Veneto sempre nel 2021 si è registrata una media di un morto sul lavoro ogni 3 giorni mentre a Verona si sono contati due morti al mese. Ad Aprile 2022 gli infortuni mortali denunciati nella nostra provincia erano già 8. Queste tre nuove tragedie portano il conto almeno a 11″.
“Benché il mondo della microimpresa o dell’autoimprenditoria non sia tradizionalmente terreno di insediamento sindacale, non fatichiamo a scorgere nelle tragedie di questi giorni i segni di una pericolosa carenza nella cultura della sicurezza – commentano dalla Cgil -. Carenza che non appartiene tanto ai singoli, ma che è endemica, di sistema”.
“Schiacciamenti, cadute dall’alto, trattori che si ribaltano: è un tragico copione che si ripete ogni giorno. Non sono più tragiche fatalità, sono morti annunciate – aggiunge Fasoli – Troppo spesso ci raccontano che le regole sono soltanto lacci che imbrigliano. Ma quando sono condivise, ben applicate e ben contrattate, le regole ci salvano la vita”.
“La cultura della sicurezza, abbinata ad un sistema adeguato di controlli e di verifiche, deve diventare patrimonio comune in officina come nei campi, a casa come nel tempo libero. E le istituzioni ad ogni livello devono mettere in gioco le risorse necessarie affinché questo cambiamento abbia finalmente inizio”, conclude il Segretario della Camera del Lavoro Cgil Verona.













