Sono due le inchieste parallele sulle quali sta lavorando la Procura di Verona dopo la maxirissa del 2 giugno sul Lago di Garda. La prima riguarda i disordini tra Peschiera e Castelnuovo, in città e in spiaggia. Per questo fascicolo l’ipotesi è di rissa aggravata, danneggiamenti e tentata rapina. Il secondo filone delle indagini si focalizza invece sulle molestie sessuali denunciate da cinque adolescenti lombarde sul treno che le riportava a casa dopo una giornata a Gardaland.
Secondo quanto trapela da fonti giudiziarie, non è escluso che la Procura veronese valuti anche, per la seconda inchiesta, l’aggravante dell’odio razziale, sulla base delle dichiarazioni delle vittime. “Mentre ci toccavano senza lasciarci scampo ci urlavano ‘qui non vogliamo italiani'”.
“Il mio appello è che ci sia tolleranza zero e che le forze dell’ordine ci mettano il massimo impegno per trovare i responsabili – ha commentato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia -. Noi veneti siamo abituati a un rapporto sociale basato sul rispetto delle persone e delle regole. Non deve passare l’idea – ha concluso il governatore del Veneto – che fatti come questi possano diventare ordinari o addirittura, peggio ancora, che ci si possa assuefare. Non ci siamo mai neanche adeguati al fatto di mettere gli allarmi in casa e di pensare di chiuderci dentro. Ripeto, tolleranza zero”.
“Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Peschiera, bisognerebbe solo fare squadra per evitare che si ripetano fatti incresciosi. E invece dal sindaco di Peschiera sul Garda, Orietta Gaiulli, in questi giorni sono arrivate solo accuse ai suoi colleghi dei paesi limitrofi, come Castelnuovo che pure sta portando avanti un progetto di riqualificazione delle proprie spiagge. Parole pesanti, cui tra l’altro la prima cittadina non è nuova. Fermo restando che i responsabili di questi gesti esecrabili devono essere individuati e puniti, indipendentemente dalla loro giovane età, per poter far capire loro la gravità dei loro atti, Gaiulli dovrebbe mettere più impegno nella gestione della sicurezza del suo comune, invece che lanciare dichiarazioni deliranti”, dice Filippo Rigo, consigliere regionale dell’Intergruppo Lega-Liga Veneta.
“La condanna degli episodi del 2 giugno è fermissima e assoluta – ha ribadito il deputato veronese Diego Zardini -. Diamo il nostro pieno sostengo alle richieste del territorio di controllo e contrasto di simili episodi e ringraziamo le forze dell’ordine per aver saputo evitare danni peggiori. Proponiamo di rendere stabili e strutturali le azioni di prevenzione, anche col rafforzamento del monitoraggio dei social network da parte della Polizia Postale e della Digos, per prevedere luogo e data di raduni come quello del 2 giugno e approntare misure di dissuasione e prevenzione”.
In prospettiva, ha proseguito il deputato, “occorre dare lo status di città balneare a quei comuni che nei periodi di alta stagione decuplicano la loro popolazione residente (coi turisti) come richiesto dal G20 delle spiagge con i comuni balneari per avere risorse, mezzi e uomini per adeguare i servizi al numero delle presenze turistiche”.
Inoltre, ha concluso Zardini, “crediamo necessario non fermarsi alla superficie dei fenomeni e ai loro effetti, ma studiare e capire la genesi di questi maxi eventi, conoscerli per prevenire nel medio lungo termine, attraverso azioni coordinate di carattere educativo e culturale, adeguate politiche giovanili, sociali e di integrazione. Su queste azioni il Pd sarà presente e attivo al fianco dei Comuni e dei cittadini”.
“Il dibattito alimentato in queste ore dalla sinistra sullo ius soli è a dir poco assurdo, totalmente sfasato rispetto alla realtà. La maxirissa di Peschiera e le successive molestie nei confronti di alcune giovani dimostrano che quelli coinvolti non sono ragazzi che si vogliono integrare, sono semplicemente delinquenti”, dice il consigliere comunale e deputato della Lega Vito Comencini.
“Mi chiedo con che coraggio certi politici possano parlare ancora di integrazione, quando i giovani protagonisti degli abusi dimostrano di andare nella direzione opposta. Ragazzi di origine nordafricana, figli di immigrati: quelle seconde generazioni a cui la sinistra di Enrico Letta e del Pd vorrebbe svendere la cittadinanza italiana attraverso lo ius soli”. Secondo Comencini “queste violenze trovano nell’islam radicale lo svilimento delle donne e l’odio verso il Paese che li ha accolti. A testimonianza di ciò ci sarebbe anche l’ipotesi che la Procura possa valutare l’aggravante dell’odio proprio sulla base delle dichiarazioni rilasciate dalle vittime delle molestie”.
I recenti fatti di cronaca nera che hanno funestato la nostra città e la nostra provincia meritano una particolare attenzione perché hanno fatto esplodere davanti ai nostri occhi una situazione di profondo disagio giovanile che la nostra classe politica, non solo veronese, non è riuscita ad intercettare nei due anni di pandemia che hanno gioco forza accentuato in maniera esponenziale la crisi del mondo giovanile – commenta Franco Silvestri Coordinatore Provinciale Verona -. In questi giorni di campagna elettorale tutti i giornali parlano di una forte percentuale di possibili non votanti la cui maggioranza è nella fascia 18-25 anni e anche questo dà la misura di quanto si sia voluto tagliare fuori il mondo giovanile dall’impegno sociale e politico e questo, nel medio termine, significherà avere una nuova classe di amministratori inetti convinti che il senso della politica sia legato all’efficacia dell’ultimo selfie photoshoppato. Possiamo rimediare? Sì, ma è necessario prendere in mano questa situazione da subito attraverso una capillare azione di prevenzione, anche con l’aiuto della scienza. Istituire tavoli di esperti dopo che gli accadimenti di questi mesi (risse, delinquenza minorile, tentati suicidio gettandosi dalle finestre delle scuole) è solamente il modo con cui dichiararsi sconfitti, ovvero chiudere le porte della stalla quando i buoi sono scappati”.
“Un post imbarazzante, al limite della diffamazione, è stato scritto su Facebook da una candidata in Consiglio comunale per la lista ‘In Comune per Verona’ con Michele Bertucco, che sostiene il candidato sindaco Tommasi – dice Andrea Bacciga, candidato in consiglio comunale per la Lega -. La signora, riferendosi ai gravissimi fatti successi a Peschiera con tafferugli e molestie, in cui erano coinvolti perlopiù ragazzini immigrati, punta il dito sulla destra, che avrebbe architettato il tutto per propaganda politica, in vista delle elezioni, sul bisogno di sicurezza e sul tema immigrazione. Sono illazioni gravi, per giustificare un’accoglienza incontrollata che produce sempre più delinquenti a piede libero nelle nostre città, riuniti in bande con il passaparola sui social. Un fenomeno che va oltre la rissa ma rischia di sfociare in organizzazioni vere e proprie mosse dall’odio razziale nei confronti degli italiani. Questi sono i consiglieri che volete in Comune?”.













