Ieri pomeriggio, 4 dei 6 candidati sindaco, hanno partecipato all’incontro “Verona. Quale futuro?” e sono stati messi alla prova sui temi “Urbanistica, verde, mobilità, territorio, turismo, centro storico e uffici amministrativi, le istanze dei tecnici per la visione della città futura”.
La città come bene comune, da costruirsi con una progettazione corale, tra l’amministrazione che verrà e tutta la filiera delle costruzioni veronese. Questa, in estrema sintesi, l’immagine condensata delle tante istanze che, congiuntamente, l’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della Provincia di Verona, Ance Verona, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Verona, il Collegio dei Geometri di Verona e l’Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali di Verona, hanno posto ai candidati sindaco Federico Sboarina, Damiano Tommasi, Flavio Tosi e Alberto Zelger che hanno presenziato, ieri, all’incontro promosso nella sede degli Architetti, in M15, agli ex Magazzini Generali. Un incalzante confronto all’americana – cinque domande, tre minuti a risposta – orchestrato dalla giornalista ed architetto, Paola Pierotti. Assenti al confronto la candidata Anna Sautto e Paola Barollo, impossibilitata per infortunio.
Obiettivo dell’incontro, quello di ascoltare dalla viva voce dei candidati le risposte sulle questioni “tecniche” più urgenti per la “Verona di domani”, per poi stendere, nelle prossime due settimane, un documento programmatico in cui far confluire tutte le istanze per la città poste dalla filiera delle costruzioni veronese – professionisti, imprese e tecnici -, da consegnare ai candidati sindaco alla scadenza della tornata elettorale, il prossimo 12 giugno, quale impegno formale dei tecnici verso la città.
L’incontro è stato, inoltre, occasione per confermare – come già fatto in questi anni – la disponibilità della filiera a collaborare con l’amministrazione che verrà, ma ha inteso rappresentare anche un segnale di attenzione verso tutti i cittadini con cui i professionisti, aziende e tecnici lavorano quotidianamente per migliorare la città e i servizi. Tanti, infatti, sono i temi tecnici che impattano direttamente sui cittadini: dall’urbanistica al verde, dalla mobilità alla sostenibilità energetica, dall’efficienza degli uffici alla vivibilità del centro storico, dalla valorizzazione turistica, alla rigenerazione urbana, al governo del territorio.
Ai candidati sindaco sono state poste istanze ben precise e condivise: in primo luogo, quale la visione sulla città futura a 5/10/20 anni: la richiesta è quella di una visione lungimirante che necessita di strategie chiare e concrete; sul fronte dell’urbanistica tante le sfaccettature avanzate: si è chiestoche l’amministrazione assuma sempre di più il ruolo di regista per gli interventi sul territorio, con un approccio strategico complessivo che sappia superare l’utilizzo “a spot” degli strumenti urbanistici; quindi, l’urgenza di una mobilità sostenibile, soprattutto in aree “in sofferenza” come Verona Sud; e ancora: l’importanza che il piano degli interventi per la città riesca a bilanciare interesse pubblico e privato e che, soprattutto, dia ai privati tempi chiari e certi. Infine, l’esigenza che si faccia sinergia con gli altri Comuni del Veneto per proporre miglioramenti alle leggi nazionali.
Rispetto al tema del verde urbano e periurbano si è posta la necessità di un piano del verde che, oltre al “regolamento”, guardi ad una a gestione generale di tutte le sue componenti estetiche: ecologiche e sociali, ma anche legate al mondo agricolo, collinare e boschivo. Ancora, il riferimento alle strategie da adottarsi rispetto alla normativa Veneto 2050, per il miglioramento della qualità della vita delle persone all’interno della città e al riordino degli spazi urbani e alla rigenerazione urbana in coerenza con i principi del contenimento del consumo di suolo.
Importante il tema della valorizzazione turistica, a partire dal brand “Verona città Unesco”, ma anche di un equilibrio da ritrovarsi tra dimensione turistica e dimensione cittadina, soprattutto per il centro storico.
Punto fondamentale, l’efficienza degli uffici tecnici del Comune: emerge da tutta la filiera delle costruzioni l’esigenza di un’ottimizzazione della gestione e dell’operatività degli Uffici Tecnici amministrativi e della necessità di un potenziamento del personale dedicato. Le categorie tecniche e le imprese rinnovano su questo fronte, come già operativamente fatto, la disponibilità a collaborare e a supportare l’Amministrazione anche attraverso la costituzione di tavoli tecnici per mantenere un dialogo costante con professionisti ed imprese.
Matteo Faustini, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Verona ha detto: “Il segnale che vogliamo dare è che i progettisti ed i professionisti tutti ci sono, che tutta la filiera delle costruzioni c’è, per collaborare con l’amministrazione che verrà nel costruire, insieme, la Verona del futuro. Sono tanti i fronti aperti su cui da tempo lavoriamo in sinergia con l’amministrazione per il governo del territorio. Ciò che chiediamo come Architetti veronesi è una visione sempre più lungimirante e ampia della città; un ruolo forte dell’amministrazione perché, grazie all’apporto dei professionisti, sia la cabina di regia degli interventi sul territorio; infine, proprio nell’ottica di quel patto con i cittadini che vogliamo portare avanti come professionisti, ci mettiamo a disposizione per un’ottimizzazione della gestione degli uffici tecnico-amministrativi, per i quali auspichiamo, anche, un potenziamento del personale dedicato”.
“La futura amministrazione si insedia in un momento in cui la città vive un’importante fase di trasformazione e accelerazione – ha aggiunto Carlo Trestini, presidente Ance Verona -. La volontà e la capacità di investire non mancano agli imprenditori, per questo alla politica chiediamo una programmazione condivisa, un confronto aperto e tempi certi nelle decisioni. Considerate le tempistiche a lungo termine necessarie per attuare importanti progetti strategici per il territorio, spesso non realizzabili nell’arco di un solo mandato, come Ance Verona si rende necessario conoscere quali strategie i candidati sindaco intendono adottare e il loro grado di concretezza”.
Andrea Falsirollo, presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Verona ha sottolineato: “Efficienza energetica, energie rinnovabili, comunità energetiche, sicurezza strutturale, digitalizzazione non sono più questioni tecniche di esclusivo appannaggio dei professionisti. Sono scelte politiche che hanno un impatto fortissimo sul futuro delle città e delle comunità. Soprattutto in questi ultimi anni, con il dibattito acceso su transizione energetica e obiettivo zero emissioni. Come Ordine degli Ingegneri siamo impegnati da tempo in un’attività di formazione e di divulgazione aperta a tutti i veronesi. Ecco perché dibattiti come questo sono importanti per rispondere non alle domande degli ‘addetti ai lavori’ ma a quelle che l’intera cittadinanza si pone sulle questioni – chiave del nostro presente”.
“I professionisti delle costruzioni chiedono di dialogare in maniera efficiente con l’Amministrazione e, tra le altre cose, sollecitano la digitalizzazione delle pratiche e degli archivi edilizi per poter dare risposte concrete e rapide ai cittadini – ha detto Fiorenzo Furlani, presidente Collegio Geometri di Verona -. Come categoria professionale, ci siamo messi a disposizione, gratuitamente com’è nello spirito dei geometri, per avviare la digitalizzazione dell’archivio comunale, ma questo non può bastare: per risolvere il tema della digitalizzazione della PA servono investimenti certi e impegni seri, con obiettivi raggiungibili e definiti”.
“La qualità della vita di una città dipende strettamente dalla disponibilità e fruibilità di spazi verdi. Tuttavia, ciò da solo non basta – conclude Lorenzo Tosi, Presidente Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Verona -: fondamentale è anche la “qualità del verde”, che è certamente estetica ma che riguarda anche la ricchezza di biodiversità ed il piacere che si prova nel frequentarli. Per questo è essenziale che il verde venga pensato e considerato come uno degli elementi strategici del progetto della città e che ciò trovi concretezza in un apposito strumento quale il Piano del Verde, di cui la Verona del futuro dovrà dotarsi. L’incontro di oggi è quindi un’occasione importante per conoscere la visione che la futura amministrazione ha sul tema del verde urbano e periurbano”.













