Negli ultimi giorni è emerso un dato allarmante: la stagione turistica è pronta a ripartire, ma a Verona e in Veneto mancherebbero migliaia di lavoratori del settore, colpa secondo molti, della distribuzione impropria del reddito di cittadinanza, che spingerebbe tanti a stare a casa piuttosto di andare a lavorare.
“Il turismo è il settore più colpito negativamente dall’introduzione del reddito di cittadinanza, misura che va decisamente rivista e riformulata. I sostegni pubblici al reddito dovrebbero essere sempre mirati e destinati a chi ha reale necessità, invece la misura introdotta dai 5 Stelle è senza limiti”, dice il Consigliere regionale e capolista nella lista di Forza Italia alle elezioni comunali di Verona, Alberto Bozza.
Bozza aggiunge: “Il reddito di cittadinanza andrebbe casomai limitato per integrare le indennità a chi è rimasto ai margini del mercato del lavoro per motivi oggettivi, problematiche fisiche o età avanzata ma non ancora pensionabile. Certamente per i tanti in età attiva non è una misura congrua”.
“Il populismo spesso parte da denunce giuste, ma porta soluzioni sbagliate e dannose – spiega il consigliere -. Il reddito di cittadinanza, che sul piano della propaganda grillina voleva essere uno strumento di aiuto, si è rivelato nei fatti un mezzo che ha distorto il mercato del lavoro e anche foriero di ingiustizie sociali. Perché incentiva il lavoro non in regola e perché, a differenza di altri sussidi di solidarietà che sono mirati, non pone dei limiti al suo recepimento”.
“Oggi anche il turismo veronese, privo di seimila lavoratori, è vittima di questa stortura. E pensare che Tommasi e la sinistra vorrebbero governare la città con i 5 Stelle…”, conclude Bozza.













