Mercoledì 11 maggio alle ore 20:45 si terrà in Gran Guardia “1992-2022 Ritorno all’inferno“, un incontro con il giornalista Toni Capuozzo che racconterà trent’anni di guerre, da Sarajevo a Kiev, di intrecci e cambiamenti della nostra storia. Il titolo richiama il documentario realizzato sul campo da Toni Capuozzo e dal suo cameraman Igor Vucic, tornati a Sarajevo a 30 anni dall’assedio della città durante il conflitto dei Balcani, un reportage ricco di contributi e interviste.
I conflitti armati, dalla guerra in Serbia fino a quella in corso in Ucraina, saranno l’argomento portante della serata in Gran Guardia nella quale, oltre ai fatti avvenuti sul campo di battaglia, si toccheranno anche temi più personali e meno conosciuti della vita del giornalista, inviato di guerra per ben 35 anni, cinque dei quali durante il lungo assedio a Sarajevo.
Durante la permanenza a Sarajevo, Capuozzo si prese cura di Kemal, un bimbo bosniaco di pochi mesi vittima dei bombardamenti nei quali morì la madre e lui perse una gamba. Il giornalista lo portò in Italia affinché potesse avere una protesi, tenendolo in famiglia fino ai cinque anni per poi farlo tornare dal padre a Sarajevo. A fare da cornice al conflitto del 1992 c’era anche un’Italia in pieno cambiamento, alle prese con le vicissitudini di Tangentopoli e la nascita della Seconda Repubblica.
Ed ora, nel pieno del conflitto ucraino, il giornalista analizzerà la guerra in corso a 360 gradi, dai fattori che l’hanno innescata all’ipotesi di quanto potrà durare, senza tralasciare le ricadute sul mondo e sull’Europa, anche alla luce del ruolo dell’informazione.
Ma c’è chi a sinistra, come Pasetto di +Europa Azione, non ha preso bene questo incontro e dice che il sindaco, “non dà nessuna adesione alla Giornata dell’Europa, ma concede il patrocinio e l’uso della Gran Guardia per una serata col giornalista “putiniano” Capuozzo. L’amministrazione Sboarina, e i partiti che la sostengono, dichiarano ormai senza pudore la loro scelta di campo: dalla parte dei dittatori, aggressori, antioccidentali. Il Comitato Parlamentare per la Sicurezza solleva sospetti su i legami tra il regime di Putin e i troppi opinionisti filorussi nel talk show, ma forse – alla vigilia della campagna elettorale per il nostro Comune – sarebbe il caso di chiedersi quali siano i veri rapporti tra la destra veronese e Mosca”.














