La Val Borago, per la parte ricadente nel territorio del Comune di Verona, diventa definitivamente di proprietà pubblica. Approvata all’unanimità, con 20 voti favorevoli, la donazione da parte di Banca Intesa San Paolo S.p.a. della proprietà della quota del compendio immobiliare denominato ‘Bosco Alta Val Borago’ ricadente nel territorio.
Bosco Alta Val Borago. Area boschiva di oltre 38 ettari, a nord ovest della Zona speciale di Conservazione Borago-Galina, fra i Comuni di Negrar e Verona, messa a rischio di trasformazione ad uso agricolo per la realizzazione di vigneti. Un patrimonio verde di straordinario valore, che garantisce la sopravvivenza di alcune rare specie vegetali e animali tipiche del nostro territorio.
Per tale motivo il compendio è stato acquisito da Banca Intesa San Paolo S.p.a., intenzionata, con tale operazione, a sostenere la crescita inclusiva e sostenibile del territorio. L’istituto ha sempre dichiarato l’intenzione di cedere successivamente il compendio alle amministrazioni comunali su cui il territorio insiste. L’obiettivo, infatti, è sempre stato quello di assicurare la tutela, la salvaguardia e soprattutto la fruizione pubblica del Bosco Alta Val Borago.
Con la donazione, il Comune è vincolato ad assicurare la piena salvaguardia ambientale del territorio e favorirne la fruizione da parte della collettività. Sull’area viene inoltre posto il divieto di alienazione del bene per un periodo minimo di 15 anni dalla sottoscrizione dell’atto di donazione. Decorso il termine, in caso di alienazione a terzi, l’acquirente dovrà assumersi analoghi impegni di salvaguardia del luogo.
Approvato, con 20 voti favorevoli, 2 contrari (gruppi consiliari Movimento 5 stelle e Sinistra Verona in Comune) e 4 astenuti (gruppi consiliari Pd e Gruppo misto), il permesso di costruire per l’ampliamento del Hotel Antica Porta Leona, mediante cambio di destinazione d’uso.
Sintesi seduta Consiglio comunale di mercoledì 27 aprile
Cambio di destinazione d’uso area Ex Officine Safem. Nel Consiglio comunale di ieri sera, con 18 voti favorevoli e 5 contrari (gruppi consiliari Pd, Sinistra Verona in Comune, Traguardi Verona), è stato approvato il progetto per la rigenerazione urbana con cambio di destinazione d’uso dell’area dismessa dell’Ex Officine Safem, in viale Piave, sulla destra andando dal centro alla Fiera. La delibera è stata illustrata in aula dall’assessore alla Pianificazione urbanistica.
Un intervento che vede insieme pubblico e privato, laddove la proprietà ha acquisito da Ferrovie dello Stato 16 mila metri quadrati di superficie confinante, per un totale di 25 mila metri quadrati oggetto dell’intervento. Al posto di immobili abbandonati e fatiscenti sorgeranno due ostelli per la gioventù, bar, ristoranti e negozi, oltre ad una grande area di verde pubblico di 4.600 mq. Valore aggiunto del progetto sono le opere compensative ad esso legate, due rotatorie al posto degli attuali incroci semaforici nel quartiere di Santa Lucia, la soluzione tanto attesa per la viabilità della zona.
Iter veloce grazie al decreto ‘Sblocca Italia’, che prevede la deroga alle procedure urbanistiche per gli edifici da rigenerare senza aumento volumetrico. Dopo la riqualificazione, il tratto di viale Piave interessato dai lavori potrà essere percorso anche a piedi e in bici. Tra gli interventi previsti, infatti, la realizzazione di una nuova pista ciclabile, perfettamente inserita nel più ampio progetto di realizzazione del Central Park, e dei marciapiedi di collegamento anche con la stazione ferroviaria, che si trova a poche centinaia di metri.
Aggiornamento del Piano Programma 2022-2024 di Agec. Approvato, con 19 voti favorevoli e 4 contrari (gruppi consiliari Pd e Sinistra Verona in Comune), anche l’aggiornamento del Piano Programma 2022-2024 di Agec. Un adeguamento resosi necessario dal fatto che alcune delle ipotesi poste alla base della documentazione di programmazione 2022-2024 non sono conformi a quanto previsto nel Piano Programma 2021-2023 approvato dal Consiglio comunale nel 2021. A seguito della richiesta di revisione da parte dell’Amministrazione comunale, Agec ha quindi elaborato il nuovo Piano Programma, aggiornato per gli anni 2022-2024. Il documento è stato illustrato in aula dall’assessore all’Aziende Partecipate.
Budget economico di previsione 2022 e triennale 2022-2023-2024 di Agec. Successivamente, con 18 voti favorevoli e 4 contrari (gruppi consiliari Pd, Traguardi Verona e Sinistra Verona in Comune), è stato approvato budget economico di previsione 2022 e triennale 2022-2023-2024 di Agec.
L’azienda speciale ha aggiornato i documenti programmatici inserendo le modifiche richieste dall’amministrazione comunale e riequilibrando i maggiori costi e i minori ricavi da queste conseguenti con una lieve riduzione degli interventi a favore del patrimonio immobiliare, al fine di mantenere l’equilibrio economico e finanziario in tutto il triennio 2022-2024.
Il Budget Triennale contiene anche la modifica di alcune voci, tra cui l’impatto dell’incremento dei costi dell’energia che rimangono in capo all’azienda, l’inclusione dei costi di smaltimento dei rifiuti cimiteriali all’interno della Tari e l’adeguamento di costi e ricavi derivanti dalle nuove tempistiche degli interventi immobiliari connessi al bando ‘Qualità dell’Abitare’. I bilanci economici di previsione si presentano con un utile atteso pari 200.370 euro per il 2022, 167.246 euro per il 2023 ed 188.505 euro per il 2024.
Variazioni al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2022/2024. Con 19 voti favorevoli e 4 contrari (gruppi consiliari Pd, Traguardi Verona e Sinistra Verona in Comune), le variazioni al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2022/2024. Il documento è stato illustrato all’aula dall’assessore al Bilancio.
Tra le variazioni, di particolare rilievo le maggiori entrate derivanti da contributi riconosci al Comune da parte della Regione Veneto e dallo Stato. Tra queste, per strade giardini, arredo urbano e mobilità e traffico nelle Circoscrizioni risultano: il contributo ministeriale per l’attuazione del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, pari a 9.914.852 euro per l’acquisto di veicoli adibiti esclusivamente al trasporto pubblico locale e alle relative infrastrutture. E, ancora, 200 mila euro di contributi da parte del Ministero per la Transizione ecologica per l’intervento di progettazione preliminare – Studio generale per l’adeguamento idraulico delle reti fognarie nel territorio comunale. Maggiori entrate pari a 324.032 euro per l’inserimento in bilancio dell’intervento di realizzazione del nuovo impianto di illuminazione pubblica di Corso Porta Nuova.
Approvato con 20 voti favorevoli e 4 contrari (gruppi consiliari Pd, Traguardi Verona e Sinistra Verona in Comune) l’intervento di ristrutturazione edilizia e riorganizzazione funzionale dell’immobile di proprietà dell’immobiliare Marco Polo s.a.s presente in centro storico in via S. Antonio 6. Al fine di una riorganizzazione funzionale della struttura, viene attribuita all’intero immobile un’unica destinazione turistica.
Infine, con 23 voti favorevoli, sono stati approvati all’unanimità i lavori di realizzazione di un percorso ciclopedonale di collegamento tra le piste dei canali Biffis e Camuzzoni, finanziato dal Fondo sviluppo e coesione per la promozione della mobilità sostenibile di competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La spesa prevista per l’intervento è pari a euro 2.000.000 euro, da finanziare per il 90% con il contributo ministeriale pari a 1.800.000 euro e per la restante parte con risorse del Comune.
Le opere previste consentono di completare e collegare alcuni tratti ciclabili già esistenti ma discontinui e garantiscono la funzionalità, fruibilità e fattibilità della pista ciclabile.
Due le fasi d’intervento previste. La prima riguarda i lavori di realizzazione del percorso ciclopedonale tra via Turbina e via Berardi per una lunghezza complessiva di circa 1,5 chilometri. Nello specifico è previsto: il prolungamento della pista vicino al canale Biffis, fino al collegamento con via Turbina. E, ancora, la realizzazione di nuova passerella di attraversamento del canale Biffis, con tratto di raccordo con via Turbina. Il proseguimento della pista parte in vicino al canale Biffis e in parte su strada sterrata fino a rientrare in via Turbina. La continuazione del percorso lungo via Turbina fino all’intersezione con via Boscomantico. Infine, il collegamento fino alla diga del Chievo lungo via Berardi.
La seconda fase, invece, è volta alla realizzazione del percorso ciclopedonale tra via San Marco e la Stazione Porta Nuova, per un lunghezza complessiva di circa 2 chilometri. Sono previsti: un tratto ciclopedonale che da via Colonnello Galliano, lungo il marciapiedi, prosegue poi lungo via Piccoli per inserirsi infine nell’area camper in Via Gian Attilio Dalla Bona. La prosecuzione del percorso lungo via Dalla Bona fino all’incrocio semaforico con la tangenziale T4. La realizzazione del collegamento tra l’incrocio della tangenziale T4 e la Stazione Porta Nuova lungo la viabilità esistente con corsia dedicata.













