Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Fedrigoni, ha incontrato oggi le rappresentanze sindacali nazionali e locali ed ha esposto l’andamento del Gruppo, che è uscito con numeri in crescita dal 2021 (il bilancio sarà ufficializzato nelle prossime settimane) e ottime prospettive per il 2022, nonostante il mercato sia ancora instabile, per motivi legati a guerra e pandemia.
Nello specifico è emerso che, nonostante le profonde discontinuità del mercato della carte subite negli ultimi 24 mesi, il Gruppo Fedrigoni è riuscito a mantenere una certa continuità, producendo a pieno regime in tutto le fabbriche e mantenendo buoni margini grazie ad alcuni interventi attuati in vari ambiti.
“Un ingrediente della nostra strategia che ha giocato un ruolo chiave è stato il riposizionamento, negli ultimi due anni, verso quei segmenti di offerta premium destinati al mercato del lusso, che crescono e sono in grado di assorbire meglio gli aumenti di prezzo. Nella divisione carta questo ci ha portato a spostare gradualmente la produzione verso il mondo del packaging di lusso e delle altre applicazioni creative e artistiche, di cui abbiamo sensibilmente aumentato i volumi e le vendite” spiega Nespolo.
Questi dati hanno anche diverse ricadute positive, tra cui un Premio di risultato che quest’anno si aggira su una media di 2.800 euro, cifre che Fedrigoni ha deciso di aumentare del 15% se destinate al programma di Welfare aziendale.
“Nel 2021 abbiamo spinto l’acceleratore sugli investimenti, con un piano di oltre 66 milioni di euro (oltre il 40% in più del 2020) finalizzato ad aumentare la capacità produttiva e insistere su ricerca e sviluppo dei nostri prodotti – spiega Nespolo -. Anche per il 2022 abbiamo previsto un budget di investimenti molto significativo e in crescita”. In particolare, prevedono investimenti nella divisione Paper; nello specifico, verranno svolti interventi di potenziamento dei macchinari nell’area delle Marche (Fabriano, Pioraco, Castelraimondo), a Verona e in Trentino per rendere più sostenibile il processo produttivo.
Nel percorso di riposizionamento del Gruppo verso un’offerta sempre più premium, uno degli obiettivi è la rifocalizzazione di segmenti a bassa marginalità definiti “commodity”, la cui domanda è in calo. Nel mondo Fabriano, questo ha portato a riflettere in particolare sui prodotti per l’ufficio. Si è deciso, quindi, di delimitare più chiaramente il perimetro di Fabriano Ufficio creando una società separata, che è 100% parte del Gruppo Fedrigoni ma con una propria legal identity, così da consentire al top management di avere un perimetro più chiaro.
“Il brand Fabriano è per noi un asset strategico – precisa Nespolo – che vogliamo mantenere e rafforzare all’interno del percorso di crescita globale di Fedrigoni. Non c’è alcun piano definito, ma stiamo esplorando tutti gli scenari percorribili per ottenere il massimo potenziale dal segmento ufficio, come la riconversione di alcune macchine, la creazione di partnership industriali o di collaborazioni, il cambiamento nei volumi venduti e nel mix di prodotti, privilegiando quelli più profittevoli e con maggiore potenziale di crescita”.













