Dopo lunghe discussioni in tribunale, ecco le novità che riguardano l’impianto di Ca’ del Bue. La prima è che si chiude, forse definitivamente, la vicenda dell’impianto di incenerimento in quanto con sentenza del TAR Veneto del 22 aprile 2022 è stato dichiarato estinto il ricorso presentato dalla società Urbaser S.A. nel 2015 che, allora, chiedeva “… di concludere il procedimento di approvazione, ai sensi degli artt. 153 e 97 del D.Lgs. n. 163/2006 e dell’art. 14-bis della L.n. 241/1990, del progetto preliminare presentato dalla costituenda ATI Urbaser S.A./Edilbasso S.p.A., in veste di promotore nell’ambito della procedura di finanza di progetto indetta da AGSM Verona S.p.A. per la progettazione, costruzione e gestione della nuova sezione di incenerimento del complesso impiantistico di Cà del Bue …”. A distanza di sette anni Urbaser ha rinunciato al ricorso e il TAR ne ha preso atto dichiarandolo estinto.
“Da anni non si parlava più esplicitamente della riaccensione di Cà del Bue – ha spiegato anche il consigliere comunale di Sinistra in Comune Michele Bertucco – tuttavia è sempre rimasto inattuato il bisogno di una riqualificazione complessiva dell’impianto. Tutti i progetti e le autorizzazioni finora rilasciate sono andate a toccare singole parti dell’impianto senza mai offrire una visione d’insieme di quello che dovrà essere in futuro Cà del Bue e soprattutto senza mai escludere esplicitamente la possibilità o l’opportunità di riattivare i forni”.
Pochi giorni prima, invece, il 19 aprile scorso è stata pubblicato il Decreto Regionale che concede la deroga al 2026 della realizzazione del progetto di“Revamping e valorizzazione delle sezioni di trattamento meccanico biologico del complesso impiantistico di Ca’ del Bue-Verona” nel Comune di Verona (VR), presentato dalla società A.G.S.M. Verona SPA (ora A.G.S.M. – A.I.M.).
Si tratta di un bando di 34 milioni di euro, di cui 19 per la prima linea e 15 per la seconda in autorizzazione. Il Comune di Verona ha già rilasciato anche l’autorizzazione edilizia con il relativo permesso a costruire.
“Dopo 7 anni, però, Agsm non ha ancora chiarito quale sarà il destino dei vecchi forni: faranno ancora parte dell’impianto, come il progetto di “revamping” induce a pensare, oppure l’azienda ha altri progetti? – – La totale assenza di informazione in merito, e la totale mancanza di dialogo e di confronto sia con il Consiglio comunale di Verona sia con con i Comuni limitrofi che riceverebbero l’impatto del “revamping” dei forni, induce a pensare che l’azienda stia semplicemente attendendo il momento migliore per mettere tutti davanti al fatto compiuto…













