Alessandro Rupiani, presidente AMT3 e Luciano Marchiori, direttore AMT3, hanno presentato oggi assieme al sindaco di Verona Sboarina e all’assessore agli Enti partecipati Stefano Bianchini, i nuovi progetti, a cominciare dal nome AMT, che cambia in AMT3. Un marchio che comprende adesso non solo Trasporti, ma anche Territorio e Turismo.
Tra gli obiettivi del nuovo piano industriale fornire supporto alle istituzioni e ai cittadini, investimenti tecnologici, digitalizzazione, efficientamento energetico e sostenibilità ambientale. Diversificare l’offerta di servizi grazie al know-how ed alle competenze acquisite. Tutto nell’ottica dei paradigmi di crescita e miglioramento previsti da Agenda 2030. Progetti che spaziano dai servizi al management all’eco friendly.
“AMT3 non è solo rebranding, ma una progettualità per la Verona del futuro – commenta il presidente Rupiani-. Attraverso la digitalizzazione, la valorizzazione del territorio, degli spazi, dei parcheggi e l’aiuto al turismo, l’azienda ha l’obiettivo di contribuire ad una migliore qualità della vita. In ottica di Agenda 2030 AMT3 sta sviluppando un progetto di sosta sostenibile ottimizzando tutti i supporti anche digitali per gestire gli afflussi e la permanenza in città. E per quanto riguarda i trasporti, per il Filobus c’è un aspetto squisitamente tecnico: stiamo aspettando l’ok del CIPESS (comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) alla variante presentata al Ministero le cui migliorie principali sono la diminuzione della linea elettrificata , con 6 chilometri in meno di fili e, al contempo, una maggiore autonomia dei mezzi in guida totalmente elettrica, che saranno inoltre più lunghi e confortevoli. Da parte del Ministero c’è grande disponibilità: tutto ci fa pensare che saremo pronti a ripartire in estate”.
“Non serve cambiare il nome. Occorre cambiare le persone che guidano le aziende partecipate. AMT è stata infatti triste protagonista in questi ultimi 5 anni – a braccetto con il Comune socio – di uno dei più grandi fallimenti della storia del Comune di Verona: l’opera fantasma del Filobus, che non esiste ma che è già costato più di 10 milioni di euro pubblici e che i veronesi ricordano solo per i cantieri inutili ancora oggi sparsi per le strade della città”, commenta Michele Croce, leader di Prima Verona, in corsa per le Amministrative 2022 a sostegno di Flavio Tosi.













