Da sempre Villa Girasole, struttura razionalista ideata e progettata dall’ingegnere Angelo Invernizzi tra il 1929 e il 1936 nella frazione sanmartinese di Marcellise, rappresenta non solo una costruzione architettonica unica al mondo, ma una vera e propria attrazione storico-culturale del territorio. Proprio il futuro di Villa Girasole, che ormai da tempo si trova in stato di abbandono, è stato oggetto di un incontro tra l’amministrazione comunale e la Fondazione “Il Girasole”. Presenti, oltre al Sindaco e ai componenti della giunta, il presidente della Fondazione notaio Vincenzo Scaduto e i consiglieri Avv. Carcereri De Pace e Avv. Rigoli, il Consigliere regionale Alessandra Sponda, il Sindaco di Caldiero Marcello Lovato, il Sindaco di Mezzane Giovanni Carrarini e l’Assessore Lucio Berton, il Vicesindaco di Lavagno Fausta Croce e l’Assessore di Zevio Paola Conti. In rappresentanza della Provincia di Verona Mauro Gaspari, Consigliere con delega ai lavori pubblici.
Nel suo intervento introduttivo, il Sindaco Franco De Santi ha affermato: “Villa Girasole è un fiore all’occhiello del nostro territorio ed è un vero peccato che da anni riversi in uno stato di completo abbandono. Da parte nostra, si è sempre cercato di individuare un percorso che potesse congiungere gli obiettivi dell’Amministrazione con quelli della Fondazione, per arrivare al traguardo comune della rivitalizzazione della struttura e sono fiducioso che raggiungeremo tale obiettivo, perché vedo molta attenzione verso il tema da parte di tutti i soggetti coinvolti. Ripartiamo da qui, oggi, dopo un blocco per vicende giudiziarie da parte della Fondazione e la paralisi per l’emergenza Covid, con la volontà di intraprendere un dialogo costruttivo improntato alla massima trasparenza e collaborazione, una visione comune che abbiamo sempre portato avanti negli anni”.
Già nel 2015, l’allora Sindaco Valerio Avesani si era speso profusamente sul tema per capire e far comprendere l’interesse che il comune di San Martino Buon Albergo aveva per la ristrutturazione della Villa, anche con la costante partecipazione alle sedute del CDA della Fondazione “Il Girasole” – che inizialmente aveva sede a Mendrisio e poi è stata trasferita in Italia per dare seguito agli interventi necessari e comuni sulla Villa.
L’attuale vertice della fondazione Il Girasole, i cui componenti sono nominati per statuto e su desiderio della sig.ra Invernizzi dalla Fondazione Cariverona, è entrato in carica a fine 2017, dando il via ad un iter tortuoso per riprendere il percorso di recupero della struttura. Il Presidente, notaio Vincenzo Scaduto ha sottolineato che, “Villa Girasole è espressione di un’architettura che dovrebbe vivere, ma oggi è una “mummia”. Da tempo riceviamo manifestazioni di interesse da realtà di tutto il mondo, a dimostrazione dell’altissimo livello di attenzione verso un vero e proprio fenomeno culturale, come ci piace definire la Villa. Strutturalmente l’edificio è integro, ma necessita di un’importante operazione di restauro, che deve comprendere la sistemazione dell’impianto di rotazione. La Villa restaurata, ma senza movimento non avrebbe senso, la nostra ambizione non è sicuramente quella, bensì quella di farla girare“.
Quando la Fondazione ha iniziato a settare gli obiettivi di ristrutturazione della Villa, si è trovata davanti a un muro, in quanto parte del patrimonio immobiliare era stato precedentemente venduto. Si tratta, nello specifico, dell’antica Corte Lavel, un rudere che costituirebbe la necessaria struttura di supporto alla logistica della Villa che potrebbe così ospitare eventi culturali di ogni genere. Contemporaneamente era stata costituita una servitù di passaggio attraverso il parco che circonda la villa, e che consente il transito di pedoni e mezzi meccanici. Contenzioso, quello della cessione di Corte Lavel, ampiamente vinto, ma di cui era stato proposto appello.
A fine 2019, la Fondazione aveva deciso di procedere con i lavori di ristrutturazione nonostante il contenzioso, ma l’emergenza sanitaria ha paralizzato le attività – fatta eccezione per un intervento di manutenzione straordinaria per arginare i danni dei temporali estivi. Ora si spera in un intervento più radicale. Per questo il Politecnico di Milano rileverà a breve lo stato della struttura, in relazione allo stato del terreno su cui nasce la Villa. Obiettivo finale: presentare un programma di rivitalizzazione di Villa Il Girasole, attirando così interesse e investimento per finanziare i necessari lavori di ristrutturazione.
Era già nei programmi della Fondazione un importante intervento di manutenzione sull’area circostante la villa, ma nel frattempo nell’ambito nel PNRR è stato pubblicato un bando apposito per la ristrutturazione dei parchi storici. Ha proseguito il notaio Scaduto: “La complessità per presentare la richiesta è stata enorme, ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo fatto richiesta per €1.200.000, ora possiamo solo aspettare l’esito del bando. Qualora fosse negativo, interverremo sul parco magari con un ripristino meno ambizioso. Restiamo sempre aperti a nuove idee per la gestione e la ristrutturazione della villa, che però devono necessariamente misurarsi con la realtà”.













