La National Geographic Society ha approvato un progetto a cui partecipa l’Università di Verona, con il genetista Massimo Delledonne, che prevede l’esplorazione delle regioni carsiche del Caucaso occidentale in Georgia, una delle più ricche di biodiversità sotterranea.
L’obiettivo di questo progetto è infatti quello di studiare la biodiversità, la tassonomia e l’ecologia degli invertebrati che vivono in quei luoghi. Come spiega Delledonne, il progetto prevede due spedizioni da 15 giorni ciascuna, una nel 2022 e una nel 2023, in circa 30 grotte georgiane, nello specifico nelle regioni di Racha-Lechkhumi, Imereti e Samegrelo, Georgia occidentale.
L’estrazione del Dna, così come l’amplificazione ed il sequenziamento del gene “Coi” (il codice a barre di numerosi organismi viventi) saranno eseguiti all’interno della grotta. Ulteriori indagini molecolari saranno poi condotte al Museo statale di Storia naturale di Stoccarda e all’Università di Verona che accoglieranno e formeranno anche due studenti georgiani.
Il progetto è realizzato in collaborazione tra l’università di Verona, l’Ilia State University di Tbilisi, in Georgia, l’università di Belgrado, il Museo di storia naturale di Stoccarda, la P. J. Šafárik University di Šrobárova, Slovacchia e la Federal Scientific Center of the East Asia Terrestrial Biodiversity.
Inoltre, dal 4 al 29 maggio, il gruppo di ricerca di Delledonne si spingerà ancora più ad est, nel deserto del Gobi in Mongolia. Questa spedizione scientifica, organizzata dall’Università di Firenze e dall’Università di Verona, durerà 25 giorni e lo scopo sarà esplorare la biodiversità faunistica e microbica del Grande Gobi, più nello specifico l’obiettivo principale sarà la cattura di pipistrelli e la caratterizzazione dei loro coronavirus grazie al laboratorio portatile di sequenziamento del Dna messo a punto dall’Università di Verona.













