Questa mattina il presidente di AGEC, Maurizio Ascione Ciccarelli, ha illustrato il bilancio 2021 dell’azienda, l’ultimo dell’attuale gestione (scadrà con questa amministrazione nel prossimo mese di giugno), con i risultati economici, i cambiamenti apportati alla struttura e gli investimenti programmati.
Nel 2021 c’è stato un recupero dei ricavi che sono passati da 54,6 a 60,1 milioni€ (+10% circa): è stato il miglior risultato dell’ultimo triennio superando il livello pre-pandemia. A trainare la ripresa sono stati i settori patrimonio e ristorazione a fronte di una stabilità dei risultati delle farmacie e dell’area cimiteriale.
L’accelerazione negli investimenti sommata ai costi per il personale e ad agli oneri per i servizi aggiuntivi COVID ha comportato un incremento dei costi da 51,5 a 58,2 milioni€ (+ 13% circa), di conseguenza, il risultato economico si è attestato a 238mila €.
Per quanto riguarda gli investimenti il 2021 era iniziato con l’acquisto delle Case Azzolini, un’operazione da 9,5 milioni€ che coinvolge quasi 300 famiglie veronesi, effettuata tutta con mezzi propri senza ricorrere all’indebitamento. Sul capitolo ammodernamenti e ristrutturazione del patrimonio immobiliare AGEC ha messo sul piatto il 61% in più rispetto all’esercizio precedente: 6,1 milioni contro 3,8. Nel dettaglio: per il riatto straordinario degli alloggi, coperture, facciate e centrali termiche si sono investiti 3,6 milioni; per i riatti ordinari e la manutenzione 2,5 milioni. Altri investimenti sono stati registrati nell’area cimiteriale che ha garantito con forte impegno la continuità dei servizi soprattutto durante il periodo pandemico.
Il presidente Ascione in conferenza stampa ha insistito molto su quello che è stato fatto per il personale: dopo l’arrivo del nuovo DG è stato avviato un processo di riorganizzazione con l’ingresso di nuove figure manageriali per strutturare meglio l’azienda ai vertici delle diverse aree di business.
Il salario accessorio dei collaboratori ex Comune era il punto più delicato che aveva fatto scaldare gli animi, per risolvere la questione ed evitare pendenze della Corte dei Conti che avrebbe danneggiato tutti, AGEC ha cercato di porre rimedio iscrivendo in bilancio una specifica voce e raggiungendo con la UIL un accordo contrattuale. Così i premi di produzione verranno pagati a maggio sulla base dell’accordo, e saranno maggiori rispetto all’anno prima.
Sottolinea Ascione: “Mai c’è stato CdA più coeso nelle scelte e i risultati si vedono, ma niente di tutto questo sarebbe potuto essere realizzato senza i nostri 519 collaboratori che in un periodo particolarmente difficile hanno garantito il massimo impegno e la più alta professionalità. Alla prossima gestione lasciamo un’azienda solida in grado di camminare sulle sue gambe – conclude il presidente -. Lasciamo un piano già delineato per proseguire nell’ammodernamento del nostro patrimonio: 14,2 milioni dal “Bando Qualità dell’abitare” (case Azzolini e Tombetta), che coinvolgono 272 alloggi; 7,9 milioni dal “Piano per le città” (6 lotti distinti di abitazioni) per lavori generali che coinvolgono 531 alloggi; 40 milioni (fra lavori da completarsi entro il 2023 e gestione degli immobili fino al 2031) attraverso il “Superbonus” in virtù di un inedito meccanismo di partnership pubblico-privato che vede AGEC tra i primi a sperimentare”.













