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Fondazione Arena: “Con organici ancora ridotti quale Festival 2022 ci possiamo aspettare?”. Cgil e Cisl chiedono chiarezza

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I Festival Areniani 2020 e 2021 sono stati fortemente condizionati dall’emergenza sanitaria, che oltre a limitare la capienza dell’anfiteatro ha causato la riduzione delle rappresentazioni (nel 2020 soltanto undici) e degli incassi da biglietti e abbonamenti (passati dai circa 25 milioni di euro del 2019 a 1,2 del 2020). Questa situazione, però, è stata gestita in maniera lungimirante da FAV e dalle Istituzioni nazionali e locali, infatti i bilanci del biennio 20202021 hanno registrato degli utili.

“Se sotto il profilo economico la situazione non ha creato eccessivi problemi, sotto quello occupazionale è stato un vero e proprio dramma. Nel 2020 la quasi totalità dei cosiddetti “aggiunti” (lavoratrici e lavoratori chiamati durante il Festival) non hanno lavorato, nel 2021 il calo complessivo dell’occupazione si è attestato intorno al 40%. In condizioni normali, infatti, il Festival coinvolge circa 1100 persone, lo scorso anno questo numero si è ridotto notevolmente sia nel settore artistico che tecnico. Alcuni esempi: il Coro è passato dalle circa 150 unità a circa 110, i “Tecnici di palcoscenico” da circa 60 a circa 30, gli “Attrezzisti” da circa 14 a circa 5, ecc”, commentano Mario Lumastro di Slc Cgil ed Elena Carla Mazzoni Fistel-Cisl.

“Questa riduzione del personale è stata causata anche dal cambio di scenografia resa necessaria dall’emergenza sanitaria. Lo scorso anno, infatti, si è passati dalla scenografia tradizionale (che ha contribuito in maniera determinate a rendere famoso il Festival Areniano in tutto il mondo e che ancora oggi affascina tutti gli appassionati) al “ledwall” (un vero proprio “muro a led” utilizzato molto nei concerti pop e rock). Questo sistema ha avuto il grande merito di limitare al minimo gli assembramenti e la diffusione del Covid tra i dipendenti (i casi sono stati pochi)”, spiegano i sindacalisti.   

“Il Festival Areniano 2022 dovrebbe finalmente segnare il ritorno alla normalità per la capienza (100% dei posti disponibili) e di conseguenza anche per gli incassi da biglietteria e abbonamento con un vantaggio concreto anche per le maestranze stabili che stanno da tempo attendendo risposte anche in merito al completamento degli organici e al recupero salariale – sottolineano dai sindacati -. Ad oggi, e quindi in un momento che da un punto di vista organizzativo può definirsi già ormai prossimo al Festival, non riusciamo a capire il ritardo nelle assunzioni secondo una prospettiva che rispecchi un livello occupazionale coerente con la realizzazione di un Festival Areniano 2022 “normale”. Se ci sono motivi precisi che impediscono un ritorno alla normalità è doveroso che le OO.SS. ne siano subito informate. Pertanto, ferme la responsabilità in capo a FAV derivante da qualsiasi scelta di gestione che sarà assunta, per parte sindacale non possiamo che evidenziare come il ripristino dei livelli occupazionali in tutti i settori significherebbe ridare vitalità all’intero settore dello spettacolo che negli ultimi due anni ha sofferto in maniera pesantissima la crisi sanitaria. Questo consentirebbe a centinaia di operatori del settore di rimanere in questo ambito professionale interrompendo quella pesante emorragia che stiamo registrando negli ultimi mesi”, concludono i sindacalisti di Cgil e Cisl.



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