Mancano 2 mesi alle elezioni Amministrative della nostra città: Verona arriva alla sfida elettorale fiaccata da due anni di pandemia, un caro energia senza precedenti e come non bastasse ci si è messa pure la guerra in Ucraina con la crisi umanitaria che ne sta conseguendo.
Nei momenti di difficoltà in genere il popolo tende a fare quadrato attorno al proprio leader, ma a Verona stiamo assistendo a qualcosa di inedito. Il sindaco uscente, Federico Sboarina, non solo ci ha messo un po’ per convincersi a ricandidarsi, e ancora di più a (ri)ottenere il sostegno dei partiti che l’avevano appoggiato nel 2017, ma adesso ha finito anche per essere oscurato dal suo stesso partito.
Ci riferiamo ai manifesti elettorali comparsi per la città (e sulla pagina Fb di Fratelli d’Italia di Verona) che mettono in bella mostra la faccia di Giorgia Meloni, leader del partito, facendo solo riferimento a Sboarina in basso. Di lui non resta che un nome al margine del cartello, peccato che sia proprio quest’ultimo che si ricandida a sindaco: difficile credere in un politico, se già ci crede poco il suo stesso partito, a conferma della crisi di popolarità dell’attuale primo cittadino.
Senza fare filosofismi ed essere inutilmente cervellotici, la sensazione da fuori è che il partito di Sboarina sia in difficoltà e speri di ritrovare voti e sostegno appoggiandosi alla Meloni che è più popolare di Sboarina, ma a Verona, le elezioni amministrative sono un’altra cosa rispetto a quelle per Parlamento e Governo. Nelle città si vota per le “persone del fare”, per i progetti concreti e sì, anche per le simpatie personali, e quindi la trovata di Fdi Verona sembra davvero poco azzeccata.
Gli altri concorrenti alla poltrona più alta di Palazzo Barbieri ci hanno già “messo la faccia”: Flavio Tosi addirittura è partito con largo anticipo, poi nella mischia si è buttato anche Michele Croce, leader di Prima Verona, e infine è sceso in campo anche Damiano Tommasi per il centrosinistra, e che sia proprio il sindaco uscente a latitare su questo fronte, nonostante non manchi occasione per apparire in questo o quell’evento, stride un po’.
Non è ancora tempo di sondaggi e statistiche, ma gli umori in città ci dicono un paio di cose: Tommasi, sostenuto da tutti i movimenti progressisti che guardano a sinistra è la grande novità, Tosi è dato in crescita e Croce è sempre più attivo nei mercati e nei quartieri, mentre Sboarina appare un po’ impaludato, con i partiti che lo sostengono che ancora non hanno iniziato la serrata campagna elettorale a sostegno del loro sindaco che ci si aspetterebbe. Insomma non sarà una tornata elettorale facile per nessuno, vedremo chi la spunterà alla prova delle urne.














