È diventato virale nelle ultime ore lo striscione esposto nel parcheggio degli ospiti allo stadio di Verona e firmato ‘Curva Sud’. Ci sono le bandiere della Russia e dell’Ucraina e poi una serie di numeri che rappresentano le coordinate di Napoli, quasi una sorta di indicazione a ‘colpire’ la città mentre infuria la guerra.
Un messaggio che non è passato inosservato anche ai politici: “E’ indegno e non c’entra nulla con il tifo o con il calcio lo striscione di sedicenti tifosi veronesi apparso poco prima della partita Hellas Verona-Napoli. C’è da vergognarsi a lanciare simili messaggi, altro che goliardia. Però la città di Verona non è quello striscione, anzi…”, dice il presidente del Veneto Luca Zaia.
“Verona e i veronesi sono invece sempre simbolo di accoglienza e solidarietà, basti pensare che in questi giorni le associazioni, le istituzioni locali, le famiglie o le autorità sanitarie stanno facendo il massimo per ospitare, aiutare e curare chi scappa da questa folle guerra. Quello striscione – conclude il presidente Zaia – non si può vedere, ma ripeto: Verona non è quello striscione”.
Dal Pd Benini ha chiesto subito all’Amministrazione di dissociarsi dal gesto di alcuni tifosi estremisti, ma da palazzo Barberi per il momento solo silenzio.
“Non esistono parole per commentare l’imbecillità dello striscione esposto al Bentegodi da pseudo tifosi dell’Hellas contro la città di Napoli. Augurare il bombardamento di una città non può essere considerata goliardia ma solo stupidità – tuona il consigliere di sinistra in Comune Michele Bertucco -. Spero che le indagini, già in corso, riescano ad individuare gli autori di questo gesto, che ancora una volta getta discredito su Verona. Attendo la condanna da parte del sindaco a nome di tutta la città e non le solite dichiarazioni di circostanza e di giustificazione. Di fronte ad una guerra che sta portando morte e distruzione in Ucraina e con milioni di profughi dobbiamo lavorare insieme per fermarla e non lasciare spazio agli imbecilli”.
“Siamo di fronte all’ennesima provocazione dai toni e contenuti inaccettabili. Il problema è sempre lo stesso: una piccola, ma rumorosissima parte della città si sente libera di dire e fare qualsiasi cosa, nascondendosi dietro la goliardia e la certezza che la copertura politica non tarderà ad arrivare con i soliti pretesti – commentano da Traguardi Tommaso Ferrari e Pietro Trincanato – Giustificazioni inaccettabili almeno quanto il messaggio dello striscione, in un momento in cui, fra l’altro, lo sport potrebbe davvero rappresentare un simbolo di pace. Questo caso farà eccezione? Speriamo di sì e per questo attendiamo la condanna del gesto da parte dell’Amministrazione comunale. Voler bene a Verona significa anche difenderla da chi vuole metterla in cattiva luce”.













