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Kharkiv isolata e bombardata chiede aiuto a Verona, in fuga le Consigliere comunali con i figli

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La città industriale dell’Ucraina orientale Kharkiv, isolata e bombardata fino all’alba, ha chiesto supporto all’Amministrazione scaligera per mettere in salvo 18 suoi concittadini. Un gruppo formato da alcune consigliere comunali, con i loro figli, e dai membri dello staff del sindaco tra cui Olena Sereda, a capo della missione. Questa mattina il sindaco è stato interpellato dalla vicepresidente dell’associazione “Malve di Ucraina”, Marina Sorina, ‘ambasciatrice’ della richiesta di aiuto.

Nei giorni scorsi il sindaco e la vicesindaco di Kharkiv, intuendo l’imminente bombardamento della città, hanno spedito una delegazione di amministratrici donne, con al seguito i propri figli, verso Leopoli. Da lì il gruppo avrebbe dovuto coordinare gli aiuti verso la loro città. Ma il piano è naufragato perché una volta giunte a Leopoli, a 70 chilometri dalla Polonia, donne e bambini non erano ugualmente al sicuro per poter aiutare i loro concittadini tanto che sono stati costretti a scappare di nuovo. Il mezzo si è rimesso in viaggio e durante la fuga sono iniziate le telefonate per cercare ospitalità. Così il sindaco ha deciso di offrire accoglienza al gruppo. E ora il primo cittadino lancia un invito ad amministratori e consiglieri pubblici affinché siano i primi ad ospitare i profughi in arrivo, a maggior ragione visto che si tratta di colleghi che non possono esercitare il loro mandato a causa della guerra.

“Fuori dai nostri confini c’è l’inferno, non solo in Ucraina dove i bombardamenti proseguono ma anche nei Paesi vicini dove migliaia di persone si stanno rifugiando e riversando per scappare dalla guerra – spiega Sboarina -. Abbiamo il dovere di rispondere ‘sì’ agli appelli e di fare la nostra parte affinché queste persone possano salvarsi. Troveremo sicuramente un posto per ospitare il gruppo di donne e bambini, sarebbe bello che gli amministratori locali e i consiglieri comunali lo facessero per primi, dando la loro disponibilità se, ovviamente, sono nelle condizioni per farlo”. 



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