“Per il filobus veronese è l’ultima chiamata prima della sempre più probabile revoca del finanziamento statale. Lo hanno detto chiaramente i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture ai rappresentanti di Amt, stazione appaltante. Il Dicastero ha fatto sapere che si aspetta al più presto la ripresa dei lavori “anche in pendenza della variante”, commenta il consigliere “Per il filobus veronese è l’ultima chiamata prima della sempre più probabile revoca del finanziamento statale. Lo hanno detto chiaramente i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture ai rappresentanti di Amt, stazione appaltante. Il Dicastero ha fatto sapere che si aspetta al più presto la ripresa dei lavori “anche in pendenza della variante”, commenta il consigliere Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco affiancato dall’urbanista Giuseppe Campagnari.
“Peccato che l’amministrazione Sboarina abbia usato anche quest’ultimo anno di mandato per insabbiare ulteriormente l’iter dell’opera in maniera da non avere tra i piedi cantieri scomodi in periodo elettorale. Una manovra furbesca e poco coraggiosa che potrebbe costare carissimo alla città che su questo intervento non può più permettersi di tergiversare”.
Ecco le parole le parole del Ministero, così come sono state riportate in una lettera ufficiale di Amt al Comune di Verona datata 11 Gennaio 2022.
“Il Ministero, in premessa, rimarca il fatto che l’opera (intesa come trasporto pubblico di massa) sia finanziata da molti anni e che presenta un unicum nel contesto generale italiano (oltre un ventennio). Lamentano il ritardo della fase di costruzione delle infrastrutture che, anche alla luce della variante proposta, mette nelle condizioni il CIPES di valutare per l’ennesima volta una proroga del finanziamento. Tale proroga, se concessa, è da considerarsi l’ultima possibilità per portare a compimento il progetto salvo valutare in estrema ratio la revoca del contributo statale”.
Parole durissime che suonano chiaramente come un ultimatum. Ma c’è di più: il Ministero si aspetta che i lavori ripartano quanto prima:
“Per il Ministero è comunque prioritario che i lavori riprendano con celerità, laddove possibile, anche in pendenza della succitata variante, per consentire al CIPES di valutare positivamente la proroga del progetto. Il termine perentorio originario del 2022 ovviamente non potrà essere rispettato e di conseguenza il nuovo termine che sarà concesso sarà definitivamente perentorio. Per tale evento il Ministero rimarca che a maggior ragione si debba avviare una concreta condivisione delle attività future tra ente beneficiario e stazione appaltante”.
“E ora vediamo: a che punto è l’iter di approvazione delle varianti che il Sindaco dava per fatte già alla fine di settembre 2021? Dalla lettera di Amt si evince che l’azienda, in data 19 novembre 2021, ha inoltrato “una presentazione della Variante” al Ministero, ma che alla data della lettera di Amt, al Comune, 11 Gennaio 2022, il Ministero “non ha ancora esaminato la variante nella sua totalità”.
Nel frattempo è cronaca amministrativa di questi giorni che il Comune ha chiesto alla Provincia di Verona di sottoporre il progetto completo di varianti alla verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale, richiedendo naturalmente l’esenzione da questo adempimento”.
“Ricordiamo – continua Bertucco – che si tratta del famoso “Piano B” annunciato in pompa magna dal Sindaco nel maggio 2020, il quale in realtà ricalca esattamente la varianti di cui si parla da cinque anni”.
“Niente di nuovo, infatti, sotto al sole: viene confermato lo sdoppiamento del percorso tra via Pisano e viale Spolverini per evitare imbuti e lasciare qualche posto auto a beneficio dei negozi; viene definitivamente bocciata la galleria pedonale in via San Paolo, quindi si procederà a regolare il passaggio dei mezzi attraverso un sistema di semaforizzazione; viene confermata in Via Città di Nimes l’unificazione dei sottopassi rivedendone però la tempistica che dovrà svolgersi a cavallo di due edizioni del Vinitaly; confermato il passaggio all’interno dell’area dell’ex Manifattura Tabacchi con grande vantaggio dei privati e con tanti saluti alla comodità dei residenti del quartiere Fiera che non avranno fermate in via Scopoli e in viale della Fiera. Confermata la riduzione per complessivi 6 chilometri del sistema di alimentazione aereo bifilare nei tratti più vicini al centro storico, ad esempio in via Zeviani, via Mameli, zona Manifattura Tabacchi, via Città di Nimes, e nell’area del ribaltamento previsto del casello autostradale di Verona Sud. Il valore totale dei lavori, previsti dalla variante, è di 12 milioni di euro, già accantonati da parte del Ministero”.
“Sotto questo punti di vista il quinquiennio dell’amministrazione Sboarina è stato deleterio: nel 2018 l’amministrazione ha disseminato la città di cantieri che sono rimasti inattivi per più di un anno. Poi, nell’ottobre 2020, ha rescisso il contratto per ripristinarlo uguale identico qualche mese dopo. Poi l’annuncio delle varianti con la quale l’amministrazione si è barcamenata per tutto il 2021 fino ad arrivare ad oggi”, chiarisce il consigliere comunale.
“Che cosa manca? Dopo o contestualmente alla verifica di assoggettabilità a Via bisogna acquisire il parere del Ministero e quindi approvare le varianti con doppia lettura in consiglio comunale. In breve, esattamente come era accaduto cinque anni fa con Tosi, anche Sboarina intende scaricare la patata bollente alla prossima amministrazione. Ma ormai questi giochetti hanno messo a rischio la conferma del finanziamento pubblico, del resto già ripreso per i capelli due volte in passato. Ma ormai, anche secondo il Ministero non c’è più tempo da perdere”, conclude Bertucco.













