Quest’anno il Museo della radio Guglielmo Marconi festeggia i suoi 20 anni. Dovrebbe essere un 2022 ricco di eventi all’istituto Galileo Ferraris, sede del Museo Internazionale dedicato alla Comunicazione, e invece dal 2018 è inspiegabilmente chiuso. Parliamo di una realtà riconosciuta dal Mibact e dalla Regione Veneto e che all’alba del 4 anno consecutivo di chiusura, risulta ancora turisticamente e mediaticamente appetibile, essendo all’undicesimo posto su 34 nelle mete di intrattenimento culturale Veronese di trip advisor, spiega il Presidente e Curatore, Francesco Chiantera.
Il museo è stato scelto epr diventare set di videoclip internazionali, come centro congressi di eventi ipertecnologici e “con oltre 10mila visitatori annui è una peccato che sia abbandonato a se stesso nel momento più importante per la cultura Veronese”. Ma forse c’è una soluzione, come ribadito dal Prof. Massimo Osanna, delegato del Ministero dei Beni culturali in visita a Verona: “Il rapporto con i privati è fondamentale, è un patrimonio di tutti e tutti dobbiamo contribuire, ognuno con il proprio ruolo e le proprie possibilità”.
“Il danno economico per la realtà Museale è devastante e soprattutto è incredibile il danno socio-culturale per la Città, essendo un Museo unico al mondo, per di più inserito in un contesto scolastico, e riconosciuto ufficialmente dai familiari di Guglielmo Marconi perchè in possesso di ELETTRA l’antenna dalla quale il Nobel tagliò i fili e connesse il Globo, donandoci il terzo millennio iperconnesso che viviamo” conclude Chiantera.













