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Associazioni e sindacati: “Verona non è degli estremisti, siamo per una città civile, democratica e antifascista

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Ieri mattina si è tenutta una manifestazione di Associazioni e sindacati a cui hanno aderito ANPI Verona, ANED Verona, CGIL Verona, CISL Verona, Rete degli Studenti Medi, UDU Verona per protestare rinnovare la vocazione antifascista della città e protestare contro alcuni episodi che sono avvenuti nelle scrose setitmane.

Pubblichiamo di seguito la denuncia:

“Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una recrudescenza di episodi di violenza politica da parte di gruppi organizzati che si ispirano all’ideologia nazifascista con una intensità e una gravità che non si registravano dal 28 ottobre 2020, quando cioè i gruppi neofascisti tentarono di mettersi alla testa della protesta contro le misure straordinarie antipandemia cingendo d’assedio il centro storico della città con una manifestazione non autorizzata sfociata in una vera e propria guerriglia urbana”. 

“Lo scorso 10 febbraio, Giorno del ricordo, che la legge istitutiva dedica alla “memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale” si è ripetuto un copione simile a quello degli anni precedenti con gli stessi gruppi neofascisti impegnati ad alzare nuovamente l’asticella dello scontro”.

“La commemorazione si ritrova così costantemente ideologizzata attraverso l’imposizione di una memoria e una interpretazione storica unilaterali, che non lascia spazio ad una riflessione sana e obiettiva su quanto accaduto. Diventa il momento dell’anno in cui movimenti e ambienti neofascisti spingono maggiormente per una loro legittimazione politica, allo scopo di inquinare con la violenza e l’intimidazione il dibattito pubblico”.

– Così ha fatto Casapound, che ha minacciato di impedire l’incontro previsto per il 10 Febbraio tra gli studenti veronesi e lo storico Eric Gobetti presso la scuola Copernico-Pasoli, incontro poi fortemente osteggiato dalla giunta comunale tanto da arrivare al suo annullamento.

– La sera del 7 febbraio, le vie della città sono state teatro dell’azione delle ronde illegali di Casapound: a farne le spese sono stati una donna e un uomo che, colpito al volto, è dovuto ricorrere alle cure mediche con una prognosi di trenta giorni.

– Precedentemente, sabato 22 gennaio in via Mazzini un gruppo di circa venti militanti aveva aggredito con calci, pugni e colpi di “ombrello” tre ragazzi. Gli stessi aggressori, oscurando solo i volti, hanno fotografato e diffuso via social la propria capacità di cancellare l’identità personale nel segno dell’omologazione, vestendosi tutti nello stesso modo e abbracciandosi nel nome di quella che chiamano ‘fratellanza’.

– Un modello sempre più favorito dalla complicità e dal benestare delle istituzioni cittadine, come confermato dall’autorizzazione concessa dal Comune alla manifestazione del 10 febbraio indetta dal Veneto Fronte Skinheads, e dal patrocinio concesso al concorso scolastico sull’Amor di Patria dedicato al maggiore Fulvio Balisti, gerarca fascista.

– Alla legittimazione istituzionale, non solo nella città di Verona ma anche in provincia, si accompagna una presenza inquietante sul territorio cittadino. Nelle ultime settimane la città è stata letteralmente tappezzata di propaganda fascista e di scritte sui muri e non sono mancate intimidazioni più o meno velate ad altre organizzazioni, in particolare nella zona universitaria.

“Scelte e fatti che assegnano alla città l’immagine di una città laboratorio del neofascismo. Tutto questo deve finire. Non è oltremodo tollerabile che si avvallino iniziative che mirano solamente a creare un clima di violenza e di intimidazione nei confronti del resto della cittadinanza mettendone a rischio l’incolumità. Non è tollerabile che si continui a chiudere gli occhi di fronte alla presenza di sedi di movimenti neofascisti in alcuni quartieri della città, dalle quali i militanti estremisti partono per “presidiare” le vie della città con “ronde” e aggressioni”.

“Verona non è questa, Verona non può continuare ad essere ostaggio di gruppi estremisti. Con questo appello ci prefiggiamo dunque l’obiettivo di aggregare nella maniera più ampia possibile, tutte le forze democratiche e antifasciste veronesi attorno alle associazioni che storicamente ne hanno incarnato i valori e la promozione, a partire dall’ANPI, allo scopo di dare merito e rendere evidente l’impegno che le cittadine e i cittadini di “sana e robusta costituzione democratica” testimoniano attraverso le molteplici iniziative e l’impegno personale”.

“Una necessità resa oggi ancora più impellente dalla cronaca, sempre più pervasa da fatti che inquietano per la spregiudicata intraprendenza di persone, gruppi e formazioni che ispirate dall’ideologia nazifascista spadroneggiano in città. Per questo chiediamo in primis alle Istituzioni cittadine e al Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza di farsi carico della situazione, affinché nessuno comprometta l’autorevolezza delle istituzioni, condizione indispensabile per il rispetto della vita civile e democratica nel pieno rispetto dei ruoli e delle prerogative previste e affidate loro dalla Costituzione”.

“Per questo chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni, a partire dal Prefetto, di farsi carico delle preoccupazioni contenute nel presente documento a testimonianza della volontà dei firmatari di rafforzare il rapporto con la Verona democratica e antifascista.
Un rinnovato impegno per riaffermare i valori della Costituzione e per preparare anche quest’anno un 25 Aprile di Liberazione!”.



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