Una donna, residente nel Modenese, è stata segregata per giorni in casa da un trentenne nordafricano (residente a Verona) che voleva costringerla a sposarlo, per ottenere così la cittadinanza italiana. A scoprirlo i carabinieri di Reggio Emilia che dalle indagini partite da una frode informatica sono risaliti alla vicenda facendo luce anche su un giro di droga. Per questo 8 persone – tutte straniere e residenti tra le province di Reggio Emilia, Torino e Verona – sono indagati a piede libero. Sono accusati in concorso di sequestro di persona, spaccio di stupefacenti, frode informatica ed induzione al matrimonio mediante inganno.
L’uomo avrebbe cercato di convincere la donna a sposarlo in cambio di un compenso pari a 10.000 euro. Per la ragazza è iniziato il calvario. Il 31enne l’avrebbe privata dei documenti e del cellulare rinchiudendola prima in un’abitazione nel Reggiano e poi in un altro appartamento nel Veronese, di proprietà di un altro nordafricano indagato. La giovane però è riuscita a fuggire e a denunciare il tutto. dalle prime indagini è inoltre emerso che i due luoghi dove la ragazza era stata segregata, erano basi per lo spaccio di droga.













