“I nuovi sistemi di illuminazione pubblica a led sono stati installati un po’ ovunque, ma hanno portato perplessità, disagi e minore senso di sicurezza percepita – dicono i consiglieri comunali del Pd Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani -. Nelle nostra città la sostituzione delle vecchie lampade al sodio con 38 mila nuovi punti luce a led va avanti da ormai un anno e mezzo, ma in nessun quartiere la cittadinanza si è abituata alla luce fioca ed estremamente direzionale dei nuovi impianti”.
“Come Partito Democratico siamo i primi a condividere gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento luminoso alla base di questo cambiamento, reso peraltro obbligatorio dai nostri governi di centrosinistra – spiegano i consiglieri -. Tuttavia diciamo che l’applicazione di tali principi non può andare a discapito del senso di sicurezza nei quartieri o della stessa fruibilità di strade e marciapiedi, pertanto va studiato un piano di potenziamento delle nuove lampade”.
“Agsm Aim Smart Solutions e lo stesso assessore Zanotto, hanno sicuramente ragione quando dicono che l’illuminazione degli edifici e delle pertinenze private non rientra tra le finalità di un sistema di illuminazione pubblica. Tuttavia è un problema che riguarda il pubblico, e quindi la politica, se la gente comincia a rinunciare ad uscire col buio perché non si sente sicura. Ed è semplicemente ridicolo che anche soltanto per raccogliere le deiezioni del cane dal suolo pubblico si debba ricorrere alla torcia del telefonino perché il lampione non fa il suo dovere”, spiegano i consiglieri.
“Chiediamo pertanto che Agsm Aim Smart Solutions cominci a pianificare, assieme alle Circoscrizioni, i rafforzamenti dell’illuminazione pubblica da inserire nel Piano annuale delle estensioni”.













