Home Articoli Cgil, infortuni sul lavoro: calano le denunce, ma Verona resta la peggior provincia del Veneto per numero di incidenti

Cgil, infortuni sul lavoro: calano le denunce, ma Verona resta la peggior provincia del Veneto per numero di incidenti

Condividi


Condividi

Il bilancio Inail sugli infortuni sul lavoro denunciati nel 2021 si rivela meno drammatico del previsto per Verona, che chiude il 2021 con un -2,16% rispetto al 2020. Tuttavia, la provincia resta al primo posto rispetto in Veneto per numero di incidenti: gli infortuni denunciati a Verona nel corso del 2021 sono infatti 14.084, al di sopra del dato della provincia di Vicenza, che con 13.140 infortuni è al secondo posto, seguono Treviso con 13.045 denunce, Padova con 12.743, Venezia con 11.334, Belluno con 2.670 e Rovigo con 2.411.

A livello regionale, il Veneto registra un incremento notevole del 6,1% – dai 65.437 infortuni denunciati nel 2020 ai 69.427 denunciati del 2021 – staccando di gran lunga l’andamento nazionale che al 31 dicembre 2021 ha fatto registrate un +0,16%

Per quanto riguarda gli infortuni mortali, nel 2021 ne sono stati denunciati 1.221 a livello nazionale (-3,9% rispetto al 2020 ma pur sempre circa 3 morti al giorno); 105 a livello regionale (+22% sul 2020, circa un morto ogni tre giorni) e 22 in provincia di Verona. Anche qui, nonostante la diminuzione, Verona resta la provincia veneta con il più alto numero di infortuni mortali, circa due morti al mese.

In forte crescita le malattie professionali: a livello nazionale si passa dalle 45.023 denunce del 2020 alle 55.288 del 2021. In Veneto questa tendenza è confermata con una percentuale di poco maggiore: dalle 2.753 denunce del 2020 alle 3.416 del 2021. A Verona si passa dalle 411 denunce del 2020 alle 547 del 2021. L’impennata deriva all’accumulo di denunce che, per via del lockdown, non erano state presentate nel 2020. La provincia di Verona si colloca al quarto posto per denunce di malattia professionali; Padova è la prima, seguita da Venezia e Vicenza.

La CGIL di Verona esprime preoccupazione per i numeri ancora alti: “Auspichiamo che le modifiche normative attuate dal governo su sollecitazione del Sindacato nel corso dell’ultimo trimestre 2021, tra cui la formazione dei datori dei lavori, la sospensione delle imprese inadempienti, il rispetto alla nome di sicurezza e il potenziamento degli organi di controllo, possano andare a regime e riflettersi positivamente sulla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Il Sindacato valuta positivamente l’esperienza dei Comitati aziendali anti Covid, costituiti dalle rappresentanze aziendali dei lavoratori e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che nel corso dell’emergenza pandemica “hanno assicurato tempestiva ed efficace attuazione dei protocolli anti-contagi e contribuito in modo decisivo alla tutela della salute e del reddito dei lavoratori”.

Per la CGIL è stata “un’esperienza che dimostra l’importanza della partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, attraverso le proprie rappresentanze per la sicurezza, per raggiungere standard di sicurezza sempre più elevati nei luoghi di lavoro. Una parte ancora troppo grande del mondo della produzione di beni e servizi guarda alla sicurezza sul lavoro come ad un costo e non come ad un investimento”.



Ti potrebbe interessare...

Ass. Benini inaugura la nuova piazzetta Bra’ Molinari: “da parcheggio a salotto urbano”

Da parcheggio a nuova piazza pedonale nel cuore della città. È stata...

A Verona tre opere di Banksy: al Museo della Radio un piccolo tesoro nascosto

Banksy continua a far parlare di sé in tutto il mondo, tra...

Conto alla rovescia al Platys: tra tre giorni al via le “CRALimpiadi”

Lo sport come leva di aggregazione e lo spirito di squadra che...

Furto di bici in centro, poi l’aggressione: arrestato 21enne marocchino

Tentato furto in pieno centro storico e reazione violenta contro gli agenti....

“Autospurgo