“Sta a noi difendere il nostro mondo lavorando in accordo tra attori e comparti diversi: agricoltura, artigianato e industria. È l’unico modo per contrastare le speculazioni a livello nazionale ed internazionale, e garantire la disponibilità di materie prime, grano e farine”, a dirlo afferma Catia Olivetto, Presidente CNA Dolciari e Panificatori Veneto dopo il recente incontro che CNA Agroalimentare ha organizzato con il Ministero delle politiche agricole e alimentari dal titolo “Produzione del grano ed aumento del costo delle materie prime nella filiera grano-pane“.
Il settore dolciario e della panificazione, infatti, è stato colpito dall’ondata di rincari: oltre all’aumento dei prezzi dell’energia elettrica, del gas e del carburante agricolo, sulla situazione della filiera grano-pane hanno infierito anche l’aumento del prezzo delle farine, cresciuto fino a +38% per quelle di grano tenero e del +100% per quelle di grano duro, e la difficile reperibilità di uova nazionali, a causa dell’influenza aviaria che ha colpito in particolare il Veneto e la Lombardia.
La filiera grano-pane è composta da 65 mila aziende e circa 200 mila addetti, e comprende, oltre al settore dolciario e della panificazione, anche quelli delle carni bianche, delle uova e della pasta. Per questo, secondo Olivetto, occorre “lavorare per accordi di filiera tra imprese con precisi obiettivi qualitativi, quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione, come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali”.
Per quanto riguarda le materie prime, secondo i dati forniti a CNA dall’Ismea, nel mese di dicembre 2021 il frumento tenero nazionale è arrivato a 325,63 euro/t. Le cause sono molteplici: il calo dei raccolti negli Stati Uniti, l’aumento dei costi di trasporto e i fenomeni speculativi sulle materie prime. Il prezzo del frumento duro nazionale, invece, è salito a 504,51 euro/t a dicembre 2021.
Sempre secondo i dati Ismea, il prezzo del pane nel 2021 è aumentato del +3,3%, con previsione di incrementi superiori al +10% per il 2022 e il rischio dell’Italia di dipendere dall’estero anche per i generi alimentari di prima necessità. Inoltre, con l’energia aumentata anche del 300% e gli alti costi di burro, uova, zucchero, film plastici, cartone, vetro e imballaggi, migliaia di artigiani e piccole imprese della filiera Agroalimentare italiana rischiano la chiusura.
Davanti a questo allarmante scenario, la Presidente Olivetto elenca le azioni che CNA Agroalimentare vuole portare avanti a livello istituzionale per sostenere tutti i lavoratori della filiera: “Chiediamo che le autorità di controllo intervengano per fermare le pratiche sleali e mettano in campo sostegni concreti per il caro-energia di questi mesi. Proponiamo l’apertura presso il Mipaaf di un “Tavolo Grano-Pane” per individuare le azioni utili ad un percorso di consolidamento e rilancio delle imprese di filiera, contrastando con forza le speculazioni che potrebbero compromettere l’esistenza delle aziende e con l’obiettivo di garantire attenzione per la valorizzazione dei prodotti dal campo alla tavola”.
Olivetto conclude: “Non ci siamo arresi finora e non ci arrenderemo di certo adesso; anzi, per il 2022 vogliamo scommettere il doppio del ‘piatto’. Solo così ne usciremo vincitori, per noi e per una cultura enogastronomica da preservare per la prossima generazione”.













