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Superbonus, Confartigianato Verona: “Critiche e proposte inascoltate”

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“Non molliamo! Continueremo a batterci per correggere una misura che, limitando ad una le possibilità di cessione dei crediti fiscali in ambito di superbonus edilizio, di fatto annullerà l’utilità dell’incentivo”. Il Presidente di Confartigianato Imprese Verona Roberto Iraci Sareri accoglie così la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge “Sostegni-Ter” che contiene, all’articolo 28, l’ulteriore “stretta” sulla possibilità di cessione dei crediti fiscali.

La disposizione, entrata in vigore lo stesso giorno della pubblicazione, ha confermato, senza alcun correttivo, le novità aspramente contestate da Confartigianato e dall’intero mondo rappresentativo della filiera delle costruzioni. Infatti, nel caso in cui il fornitore abbia concesso lo sconto in fattura, il medesimo può cedere una sola volta il credito a terzi, comprese le banche, dopodiché il credito diventa incedibile; inoltre, in caso di cessione, il primo cessionario non può cedere ulteriormente il credito.

La norma fissa anche la data del 7 febbraio 2022 quale termine entro il quale possono essere “smaltiti” i crediti pregressi: alla luce di tale disposizione, i crediti che alla data del 7 febbraio 2022 hanno già costituito oggetto di opzione, anche per più volte, possono essere ulteriormente ceduti una sola volta e pertanto gli imprenditori che hanno già comprato il credito anziché concedere lo sconto in fattura, possono cederli un’ulteriore volta. Sono nulli i contratti di cessione conclusi in violazione delle predette disposizioni.

“Confartigianato – afferma Iraci Sareri – ha denunciato subito a gran voce come le continue modifiche della disciplina dei crediti fiscali, susseguitesi negli ultimi mesi, abbiano determinato incertezza sul mercato, con l’effetto di bloccare le operazioni, anche quelle che non presentano profili ‘patologici’. Abbiamo già rappresentato nelle sedi istituzionali competenti che limitare ad una sola cessione il trasferimento dei crediti determina un rallentamento delle operazioni di acquisto da parte degli operatori finanziari, che sono prossimi al raggiungimento della loro capacità di ‘assorbimento’ in compensazione dei crediti stessi, con inevitabili incrementi di oneri finanziari, in quanto si contrae il numero degli operatori che possono operare acquisizioni”.

La Confederazione si era infatti già attivata, fin dai primi esiti del Consiglio dei Ministri che aveva approvato il decreto, per richiedere interventi correttivi del testo.

“I legislatori non hanno ascoltato alcuna delle voci di critica e proposta levatesi in questi giorni – conclude il Presidente di Confartigianato Imprese Verona –. Ciò significa che Confartigianato, ora, interverrà, in coordinamento con le altre rappresentanze d’impresa, in sede di dibattito parlamentare per richiedere lo stralcio della norma e, in subordine, per sostenerne la modifica al fine di rendere possibile l’aumento del numero delle cessioni e, in ogni caso, consentirle plurime nei confronti di soggetti istituzionali, quali banche, assicurazioni e soggetti iscritti all’albo degli intermediari finanziari”.



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