Home Articoli Funzionamento detrazioni fiscali, parlano i costruttori: “Valutazione positiva ma stop alle continue modifiche”

Funzionamento detrazioni fiscali, parlano i costruttori: “Valutazione positiva ma stop alle continue modifiche”

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“Fondamentale avere delle certezze, basta con i continui cambiamenti al funzionamento delle detrazioni. L’incertezza delle regole scoraggia il mercato e le imprese più serie. Ci troviamo continuamente di fronte a qualche nuova norma che genera confusione e rischia di fermare i cantieri. Gli ultimi mesi dell’anno sono stati frenetici e caotici, con notizie diffuse in modo incontrollato poi smentite o contraddette in modo altrettanto incontrollato. Da sempre la nostra categoria chiede certezze, diventa altrimenti impossibile programmare l’attività delle imprese e dare risposte chiare ai cittadini”.

A dirlo il presidente di Ance Verona Carlo Trestini che inoltre sottolinea come “L’approvazione della Finanziaria 2022 permette finalmente di ragionare su quali agevolazioni fiscali possono essere sfruttate per ristrutturare e riqualificare le abitazioni”.

A confermarlo i dati del monitoraggio Enea-Mise, che al 31 dicembre 2021 ha rilevato una consistente fiammata nell’utilizzo dello strumento fiscale: oltre 95 mila interventi legati al Superbonus per oltre 16 miliardi di euro.

A livello territoriale, il Veneto si conferma la seconda Regione sia per il numero complessivo di interventi che per l’importo dei lavori. Un trend positivo che emerge anche dai dati dalla Cassa Edile di Verona. “Il Superbonus pertanto sta dimostrando di essere una misura di rilancio molto efficace, che è entrata ora in una fase di espansione, dopo i pesanti ritardi iniziali. L’attenzione dimostrata dal Governo nella recente Legge di Bilancio, per i costruttori, va nella giusta direzione”, afferma il presidente.

“La Finanziaria ha messo in campo anche altre misure molto interessanti come la detrazione per interventi di eliminazione delle barriere architettoniche e le agevolazioni fiscali per l’acquisto di abitazioni da parte dei giovani, i cosiddetti under 36”, prosegue Trestini. Le agevolazioni riguarderanno l’acquisto della prima casa con agevolazioni dal lato delle imposte in sede di acquisto.

Queste le novità di rilievo, oltre al fatto che la proroga è arrivata per tutti i bonus edilizi così come la possibilità di cedere tutti gli incentivi alle banche. Per le detrazioni diverse dal Superbonus e dal Bonus facciate la scadenza arriva fino al 31 dicembre 2024, un aspetto che le imprese hanno accolto con favore.  

Diversamente dagli ultimi anni, la proroga è triennale. “Questo consente alle imprese di strutturarsi in modo adeguato e programmare gli interventi – spiega Trestini –, riuscendo a dare risposte certe ai committenti, soprattutto riguardo alle tempistiche. Inoltre, è giusto evidenziare che più tempo significa migliore organizzazione, a vantaggio sia della filiera edile che dei privati”.

Il Superbonus 110 per i condomini è stato prorogato fino al 31 dicembre 2025, con percentuali a scendere nel 2024 (70%) e nel 2025 (65%).          

Secondo il Presidente ci sono però anche aspetti negativi: “Per prima cosa, la scadenza del Superbonus 110 al 31 dicembre 2022 per le unifamiliari consente, in pratica, di portare a termine solo i lavori già iniziati. Una scelta non condivisibile, visto che l’obiettivo è stimolare la massa in sicurezza di un patrimonio edilizio in genere molto vecchio, e favorire la riqualificazione energetica in un’ottica di contenimento dei consumi e di emissioni di CO2”.

Penalizzante anche la mancata proroga del cosiddetto “Super-sismabonus acquisti” al 110%, che rimane comunque fino al 31 dicembre 2024 con le detrazioni del 75 e 85%. “Si tratta della misura agevolativa che più di ogni altra stimolava veri e propri interventi di sostituzione edilizia e quindi di vera e propria rigenerazione urbana che premia gli acquirenti di abitazioni demolite e ricostruite in chiave antisismica”, dice Trestini.

“Non è stata una scelta oculata neppure la mancata proroga delle agevolazioni per la valorizzazione edilizia, scadute il 31 dicembre 2021″ – prosegue -. La misura prevedeva un’agevolazione in termini di minori imposte a carico delle imprese nell’acquisto di interi fabbricati, a condizione che nei dieci anni successivi fossero rivenduti dopo aver effettuato lavori di riqualificazione energetica e miglioramento sismico. Minori imposte che si traducevano in minori costi per gli acquirenti”.

“Da favorire un’operazione “win win”: ne guadagnerebbe il territorio che non verrebbe urbanizzato, rimanendo naturale; ne guadagnerebbe l’impresa vendendo più facilmente, ne guadagnerebbe l’acquirente acquistando un’abitazione nuova ad un prezzo inferiore”, conclude Trestini.



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