Le fiere di Milano e Parma trattano per una sinergia sul food e per un’alleanza a più ampio raggio, con il possibile ingresso della Fiera di Milano nell’azionariato di Fiere di Parma. In questo scenario “Verona colpevolmente resta a guardare – dice Flavio Tosi –; il Comune, socio di maggioranza di Verona Fiere, con il Sindaco Sboarina sta perdendo un treno strategico per il futuro della città. Da tempo il management di Verona Fiere e alcuni soci, in primis Cariverona, hanno posto giustamente all’attenzione il tema delle alleanze, cruciale se si vuole restare competitivi in uno scenario sempre più globalizzato”.
Tosi sottolinea: “Le alternative sono sempre state due, o costituire appunto un polo con Milano e Parma, o con Vicenza e il resto del sistema emiliano-romagnolo. È chiaro che adesso che Milano e Parma stanno trattando per conto loro, Verona rischia di essere tagliata fuori, o comunque di arrivare come terza e quindi confrontarsi in posizione di debolezza. E sappiamo cosa accade in casi del genere, vieni inglobato o spolpato da chi si è mosso prima. Cattolica penso che sia l’esempio più lampante delle conseguenze dei risultati di un confronto impari”.
Del resto, ricorda Tosi, “si guardino i danni derivanti dall’immobilismo del Sindaco sull’aeroporto Catullo. In questi anni Sboarina è stato totalmente passivo, con il Comune incapace di creare una regia tra soci pubblici, che sono maggioranza rispetto a Save, ma che non coordinandosi hanno lasciato margine di manovra totale alla società veneziana. Save nel 2014 ha salvato lo scalo sull’orlo del fallimento, ciononostante Sboarina ha trascorso buona parte del suo mandato ottusamente a farle la guerra, anziché muoversi costruttivamente per dialogare alla pari. Risultato? L’aeroporto di Verona è diventato marginale, con problemi infrastrutturali e pochi voli ed un investimento importante che parte ora, come sempre con gravissimo ritardo”.













