Il fenomeno delle baby gang nell’ultimo periodo ha invaso la cronaca veronese e nazionale. Tanti gli eventi che hanno coinvolto minorenni in episodi di violenza, dai piccoli furti al vandalismo. Sono delle vere e proprie squadre di bulli che attraversano la città spargendo terrore.
Una situazione che probabilmente si è esacerbata con l’emergenza Covid, con tanti ragazzi chiusi in casa per troppo tempo, con limitate possibilità di contatto e di socializzazione con coetanei, che sfogano le proprie frustrazioni in modo aggressivo e pericoloso.
A denunciare questa situazione è stato quello che dalle cronache cittadine è stato chiamato “papà coraggio”, il genitore di una ragazzina di 14 anni che era finita nel giro di una baby gang tutta la femminile. “Ci siamo accorti che qualcosa non andava quando abbia visto che andava male a scuola e che rincasava ad orari strani, poi sentendo delle voci in giro e chiamando in causa anche le forze dell’ordine abbiamo capito cosa stava succedendo”.
Adesso l’uomo ha deciso di raccontare la sua storia, sui social e nelle scuole, per sensibilizzare i giovani e i loro genitori: “Dobbiamo fermare questi ragazzi e aiutarli a rimetterli sulla giusta strada prima che qualcuno faccia del male a se stesso o agli altri”.
Per sensibilizzare sul tema, il settore Istruzione della Provincia, in insieme alle forze dell’ordine, alla psicologa Giuliana Guadagnini e all’amministrazione comunale, ha deciso di aprire uno sportello di sostegno e di aiuto in modo da essere vicini a vittime e bulli.













