Mentre a Roma si prepara il terreno per la corsa al Quirinale, e si provano a definire nuove (e spesso incerte) alleanze politiche, a Verona la partita per le elezioni comunali non è ancora entrata nel vivo, e non è da escludere che proprio la battaglia per l’elezione del Capo dello Stato possa cambiare le carte in tavola anche per quanto riguarda le votazioni scaligere.
L’intesta tra Lega e Fratelli d’Italia, sia a livello nazionale che locale, non è sempre facile e questo rallenta gli accordi sui candidati a sindaco di diverse città. Fratelli d’Italia a Verona è decisa sulla riconferma di Sboarina, ma la Lega scaligera frena. A dichiarare di sostenere il sindaco uscente è anche il presidente di Verona Domani (e del Consorzio Zai) Matteo Gasparato che cerca così di accelerare i tempi e chiede a Sboarina di uscire allo scoperto con o senza l’appoggio leghista. Una scommessa incerta per il sindaco che quindi aspetta che la nebbia – non tanto veronese quanto romana – cali, prima di sbilanciarsi.
Non è stata quindi sufficiente la ricomposizione del centrosinistra, nel nome di Damiano Tommasi, a rimettere assieme di riflesso anche i pezzi della destra veronese. Tra l’altro dell’ex calciatore tutti parlano, ma lui non ha ancora detto nulla, almeno ufficialmente. I suoi spiegano che questo è segno di serietà, perché sta ancora studiando la situazione e preparando un programma solido e condiviso, ma anche tra gli elettori c’è già chi sbuffa.
Ad avere le idee chiare invece è l’ex sindaco Flavio Tosi, che è già in piena campagna elettorale – sono sotto gli occhi di tutti i manifesti che svettano per la città – e a suon di conferenze stampa e di gazebi sta delineando il suo progetto politico. Dell’area civica moderata e progressista fa parte l’altro candidato sindaco, Michele Croce, leader di Prima Verona (e già presidente di Agsm), che ha annunciato la sua discesa in campo mettendo al centro gli investimenti del Pnrr e la sostenibilità.
E poi nel sottobosco politico ci sono quei personaggi che si guardano intorno in attesa di capire come si andrà a comporre lo scacchiere definitivo prima di prendere posizione: Stefano Valdegamberi (Vale Verona), Robertino Vicentini (Partito dei Veneti), Alberto Benetti (Verona Ci Crede) e altri più piccoli che però non dovrebbero avere i numeri per cambiare gli equilibri in campo.
E quindi cosa ci dobbiamo aspettare? È probabile che si debba attendere l’elezione del nuovo Capo dello Stato prima di veder sgarbugliata la questione ‘elezioni comunali’, non solo a Verona. Quindi per il momento occorre pazientare e seguire il modo in cui verranno gestite le alleanze a Roma.













