“Alla vigilia della possibile campagna referendaria, dove i cittadini saranno chiamati ad esprimersi su materie quali Eutanasia, Legalizzazione della Cannabis e Giustizia giusta, il sindaco di Verona promulga una ordinanza che vuole imbavagliare la possibilità di propagandare le nostre idee, bloccando il contatto con i cittadini”, a sostenerlo Lorenzo Dalai Coordinatore Gruppo Più Europa Verona e Anna Lisa Nalin della Segreteria Nazionale del gruppo.
“Noi di Più Europa ci stiamo preparando al possibile appuntamento con i referendum, che saranno indetti presumibilmente a primavera, dopo la validazione delle richieste. Abbiamo pronta la campagna ‘Tutti Sì’, una iniziativa su tutto il territorio nazionale perinformare e sensibilizzare i cittadini elettori, affinchépossano poi decidere consapevolmente come votare sulle schede che saranno otto: una sulla depenalizzazione dell’Eutanasia, una per la Legalizzazione della Cannabis e sei sulla Riforma della Giustizia“.
“Il sindaco Sboarina, peraltro avvocato, che evidentemente non riconosce validità all’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana, vieta con la sua ordinanza ‘le attività di raccolta fondi o firme in forma itinerante’, non specifica se è consentito o vietato il volantinaggio. Questo nell’immediato, ma per la campagna elettorale prevista in maggio sarà applicabile questa normativa?”.
“Quale la ratio del provvedimento? Incomprensibile, visto che le attività di raccolta firme, in forma itinerante, si svolgono, per logica deduzione, all’aperto. Se si osservano le normali precauzioni previste dalle normative nazionali, mascherine e distanziamento, perché non si possono espletare?”.
“Ah, il sindaco ci dice che è ‘per tutelare la quiete dei passanti’, quindi nulla a che vedere con la questione Covid e pandemia. Ma allora ci chiediamo perché la quiete dei residenti di vari quartieri, San Zeno in primis, sia stata martellata con musica ad altissimo volume per giorni e giorni…”.
“La volontà di questo sindaco, certamente illiberale, associata alla voglia di farsi notare, soprattutto dopo i disastri del mancato accesso ai fondi del PNRR, lo ha portato a promulgare un provvedimento sicuramente fuori dalla legittimità legislativa. Faremo tutto quanto ci è ancora consentito per avere l’annullamento di una ordinanza palesemente incostituzionale”.













