“Il consigliere comunale Flavio Tosi, da buon politico navigato e smaliziato, gioca furbescamente sui numeri, lanciandosi in acrobatiche operazioni di confronto ed analisi numeriche che non corrispondono al vero. In realtà i dati ufficiali di Ispra (Ente nazionale del Governo per la protezione e la ricerca ambientale) lo smentiscono clamorosamente. L’ex sindaco, già in campagna elettorale da mesi, cita infatti i dati a lui più convenienti, basati su dati regionali e non su quelli nazionali, sicuramente più completi ed omogenei di un Istituto ministeriale, vantando presunti meriti assolutamente non reali”.
Il Cda di Amia risponde così alle dichiarazioni di Flavio Tosi sui dati della raccolta differenziata in città. Secondo l’ex sindaco, che cita il rapporto di Legambiente, “Verona è l’ultima città della Regione per quanto riguarda la differenziata: dal 50,7% è scivolata al 50%”.
“Dalla tabella ufficiale Ispra – proseguono i vertici di Amia – emerge che nel 2020, con l’attuale Cda, il dato si attestava al 54,53% contro il 46% del 2013, quando era sindaco Flavio Tosi. Nel 2015, sempre con Tosi sindaco il dato scaligero sulla differenziata si attestava al 50% contro il 52% del 2019 con il nostro management. Ovviamente il consigliere comunale si guarda bene dal rendere noti questi dati”.
“Sarebbe bene ricordare a Tosi che l’attuale Cda ha ereditato un’azienda con circa 3 milioni di euro di perdite lasciati dall’ex presidente Miglioranzi, da lui prescelto alla guida di Amia per ben 2 mandati. Sarebbe bene ricordare all’ex direttore Cigolini che in 10 anni non si ricordano investimenti o decisioni dell’amministrazione Tosi e della società in tema di raccolta differenziata. Di contro, venivano spese decine di migliaia di euro in viaggi all’estero, Macedonia, Burkina Faso, Tokyo (ma la lista delle capitali è lunga)”.
“Vanno anche ricordati milioni di euro investiti in maniera pirotecnica ed incomprensibile da Tosi, Cigolini e Miglioranzi nell’acquisto di inutili capannoni, aree dismesse (a Bovolone, in via Avesani) ed in infruttose quote in un Consorzio di Reggio Emilia. Tutti investimenti non soltanto inutili, ma che addirittura hanno gravato pesantemente e negativamente sulle casse dell’azienda, sulle sue performances operative e con gravi ripercussioni sui costi in discarica. Senza dimenticare le oltre 400 mila euro l’anno ‘investite’ dal Cda targato Tosi in sponsorizzazioni di dubbia utilità e molto spesso non attinenti con le mission di Amia. Parliamo di milioni di euro che potevano essere investiti nell’acquisto di nuovi mezzi aziendali, nuovo personale, nuovi cassonetti per migliorare la raccolta differenziata”, aggiungono i Consiglieri di Amministrazione.
“Tosi faccia quindi mea culpa – concludono i vertici di Amia -. Per fortuna, dal nostro insediamento, sono stati rilanciati investimenti per migliorare la percentuale di differenziata ferma da oltre 10 anni, nel segno della tecnologia, del potenziamento di uomini e mezzi, e dell’innovativa metodologia dei cassonetti intelligenti, che ha consentito in poco più di 1 anno di portare la raccolta differenziata dal 40,57 per cento al 71,5 nei quartieri interessati dal progetto. Abbiamo risanato i disastrosi bilanci ereditati dal duo Miglioranzi-Tosi, tagliando spese di sponsorizzazioni e rappresentanza per centinaia di migliaia di euro, rinnovato il parco mezzi ed inaugurato la nuova Isola ecologica a Basso Acquar. Il tutto nel segno della più totale discontinuità con la fallimentare gestione dell’ex sindaco e del suo presidente”.













