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La denuncia di Bolle alla Camera: “La danza va salvaguardata, ripristinate il corpo di ballo dell’Arena”

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Il ballerino Roberto Bolle è intervenuto alla Camera dei deputati in merito all’indagine sulle fondazioni liriche e ha denunciato anche la tragica situazione del settore della danza in Italia. Su 14 fondazioni liriche, ha ricordato Bolle durante l’audizione, solo 4 corpi di ballo sono attivi ancora oggi, al Teatro alla Scala, al Teatro dell’Opera di Roma, al San Carlo di Napoli e al Massimo di Palermo: “È uno scempio quello che si è compiuto negli ultimi decenni in Italia con il depauperamento della danza”, ha affermato il ballerino.

La sua accusa riguarda la mancanza di protezione nei confronti della danza da parte di politici e organizzatori. La chiusura dei corpi di ballo è uno dei problemi che complicano la situazione della categoria artistica, costringendo i ballerini a emigrare per vivere la loro passione e realizzare i propri sogni. “Quando si doveva tagliare, la scelta è stata sempre quella di tagliare i corpi di ballo”, ha sottolineato Bolle, per poi far notare che in Italia ci sono 17 mila scuole di ballo con oltre 1 milione di studenti, più di quelli che seguono le scuole di calcio, che sono in tutto 1 milione.

Per quanto riguarda i corpi di ballo, Bolle cita il “il caso vergognoso di Verona, dove il corpo di ballo è stato licenziato nel 2017”. Da allora è aumentato il ricorso alle compagnie esterne, con cui sono state fatte 44 produzioni. Per tale ragione, il ballerino chiede che venga rimesso in piedi il corpo di ballo di Verona e che la danza disponga di dotazioni uguali a quelle per la lirica nel Fondo Unico per lo Spettacolo. Inoltre, ritiene necessario l’incentivo e il sostegno dei teatri che investono sulla danza, la diminuzione dei corpi di ballo esterni e la creazione di un fondo apposito per la salvaguardia del settore. “Un corpo di ballo ha una ricaduta importante su tanti settori. La danza è patrimonio culturale, eccellenza, identità, ma ha anche un’importanza economica e sociale, un grande impatto sui nostri ragazzi. Diamo valore alla nostra eccellenza, è davvero il momento di cambiare”, ha concluso.

“Le criticità emerse sono molte, ma quelle che riguardano i corpi di ballo – sia dal punto di vista dell’offerta culturale che dal punto di vista della situazione occupazionale – rappresentano una fonte di grande preoccupazione – risponde Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera -. Negli ultimi dieci anni abbiamo perso i corpi di ballo di Trieste, Firenze e Verona. E altrove, dove pur esistono e resistono, l’attività viene portata avanti con grandi problemi e molta precarietà. Oggi, nella gran parte dei casi, l’attività coreutica in Italia è esternalizzata ad agenzie e compagnie sia italiane che estere, con grande danno all’offerta culturale e all’attività delle accademie di danza. È evidente che dopo il doppio tagliando della Legge Bray occorrano nuove e sostenibili soluzioni”.

“Accolgo il grido di dolore del maestro Roberto Bolle, presente in commissione Cultura per l’audizione conclusiva per l’indagine conoscitiva sulle Fondazioni lirico-sinfoniche – dichiara la deputata dem Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera -. Non avere corpi di ballo stabili è un’occasione persa per tanti giovani talenti”.

“La danza contribuisce in modo determinante alla riattivazione delle dinamiche sociali, alla crescita culturale, economica e cognitiva dei territori e pertanto merita di essere fortemente sostenuta – afferma il deputato Pd Michele Nitti -. Auspico che questo ciclo di audizioni sia una spinta verso il completamento dell’iter sulla candidatura Unesco del melodramma italiano”.



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