Home Articoli La politica e i sindacati sono divisi sullo sciopero generale indetto per il 16 dicembre

La politica e i sindacati sono divisi sullo sciopero generale indetto per il 16 dicembre

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“Lo sciopero GENERALE proclamato per il 16 dicembre da CGIL e UIL è il primo segnale di attacco al governo Draghi. Non si tratta di vere rivendicazioni e nemmeno di strategia politica di riaffermazione di un ruolo che è ormai appannato e sempre più marginale. Si vuole impedire che, intorno all’agenda Draghi, si formi una robusta aggregazione di centristi e riformatori, che potrebbe diventare centrale nel panorama politico italiano e di fatto, metterebbe fine al bipolarismo tanto caro a Letta e Meloni”, a dirlo in una nota stampa Corrado Cortese portavoce Più Europa Veneto a cui fa eco Lorenzo Dalai coordinatore Più Europa Verona.

“Visto il robusto consenso che Draghi riscuote trasversalmente nell’opinione pubblica e la contemporanea debolezza dei partiti che sostengono il bipolarismo, per fermarlo, una parte della sinistra, ha pensato bene di mandare avanti quello che negli ultimi due decenni è diventato il suo braccio armato: la CGIL. La possibile aggregazione intorno all’agenda del premier di un forte movimento aggregativo che potrebbe porre fine alla sciagurata contrapposizione destra-sinistra, è vista malissimo da chi, grazie a tutto questo, è riuscito a galleggiare nei luoghi del potere”, dicono da Più Europa.

“Ma le insussistenti motivazioni dello sciopero, che di fatto rompe l’unitarietà sindacale, visto che la CISL a ragione si è sfilata, oltre che essere incomprensibile in un momento di forte crescita del Paese, rischia di danneggiare l’azione di un governo autorevole, capace e stimato in Europa e anche oltre”, sostengono Cortese e Dalai.

“Il fatto che sia stato respinto l’invito da parte dell’Autorithy a riprogrammare la data è la riprova che Landini e Bombardieri, ormai suo subalterno, non hanno alcuna visione, se non quella di in antagonismo fine a se stesso. Quindi, il sindacato agisce solo per un disegno politico e non per l’interesse vero dei lavoratori e delle fasce socialmente più deboli, per i quali le misure previste dal governo hanno finalmente trovato risorse notevoli”.

“I cittadini si chiedono: in un momento così delicato, senza motivi plausibili, perché? E dopo il flop dello sciopero del mondo della Scuola, la domanda dovrebbe avere risposta anche da parte di chi continua a sostenere, nonostante tutto, l’azione di Landini – sostengono da Più Europa -. Chi ha programmato lo sciopero, strumentalizzando i lavoratori, ne pagherà le conseguenze: il tempo delle battaglie sindacali utili a rafforzare la debolezza di alcuni partiti è finito!”.



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