“Un piano per preservare la biodiversità della montagna veronese e renderla maggiormente attrattiva, non solo per il turismo, ma soprattutto per chi vuole andarci ad abitare e per le attività produttive, agroforestali e artigianali in primis – spiega il deputato veronese Diego Zardini nel giorno internazionale della montagna -. In termini di energia pulita, acqua potabile, qualità dell’aria, attività agricole sostenibili e possibilità ricreative, la montagna è una miniera di risorse economiche, alimentari e ambientali insostituibile. Non fa eccezione la montagna veronese con il Baldo e i monti Lessini che, oltre a costituire il polmone verde della nostra provincia, riforniscono la città capoluogo e le fertili pianure a sud di acqua incontaminata e di energia prodotta da fonti rinnovabili. Sono i cosiddetti servizi ecosistemici”.
Le minacce e le problematiche elencate dal presidente della Repubblica sono reali e ben presenti anche nel Veronese, rileva Zardini: “Spopolamento, isolamento, carenza di servizi educativi e sanitari alimentano la spirale che porta alla marginalità e alla perdita di senso. Credo che per fare fronte a questi temi servano la mano del legislatore nazionale e la volontà degli amministratori locali. Lo stato può garantire il finanziamento di servizi di base attraverso due strumenti: la legge di bilancio 2022 e le norme che regolano l’applicazione del Pnrr. In questi provvedimenti abbiamo chiesto lo svincolo delle spese di personale per i territori montani perché siamo convinti che l’assunzione di personale qualificato a gestire i progetti e i fondi del piano nazionale di resilienza e ripartenza potrà ridurre il divario tra città e montagna. D’altro canto servono misure prese a livello locale con un rafforzamento delle tutele nelle aree protette e con la ricerca di riconoscimenti internazionali per le zone e gli habitat che saremo riusciti a conservare in modo eccellente dimostrando la possibilità di convivenza armoniosa dell’uomo con la natura”.
Infine, conclude Zardini, un invito alla Regione Veneto: “Ripristini il contributo per le giovani coppie che decidono di andare a vivere in montagna e finanzi a fondo perduto una quota per l’acquisto o la ristrutturazione dell’abitazione principale. Il Veneto 25 anni fa era una delle regioni più attente al mantenimento della popolazione nelle aree interne rurali e montane. Oggi queste politiche sono del tutto assenti e i risultati in termini di spopolamento della montagna cominciano a diventare pesanti. La Regione Emilia Romagna ha investito 20 milioni di euro sul capitolo e ha consentito a oltre 700 coppie di acquistare o ristrutturare casa sugli Appennini”.













