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PD, D’Arienzo e Benini: “Continua l’agonia dell’Autobrennero, tutto all’insaputa del sindaco”

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“Quando un socio importante, come il sindaco di Verona, non conosce quanto accade in una rilevante società partecipata, che devolverà al nostro territorio milioni di euro in opere compensative, l’unica strada è la derisione pubblica – dicono il Senatore Vincenzo D’Arienzo e il consigliere comunale Federico Benini del Pd -. Ebbene, a sua insaputa, i soci privati veronesi hanno diffidato il Consiglio di Amministrazione della società che gestisce l’autostrada A/22 Modena/Brennero, ad aderire all’opportunità offerta di rinnovo della concessione con la modalità della finanza di progetto”.

“Anziché verificare i fatti, come suo costume si è sperticato su ipotesi fantasiose che nulla aggiungono alla triste agonia che la A/22 sta vivendo – dicono i dem -. Di fronte al rischio vero della gara europea per quella concessione, il pressappochismo del socio Sboarina favorisce il cupio dissolvi che da anni investe Autobrennero”.

“Il tema non è il progetto di finanza, soluzione che l’Europa sta valutando se accettare con riguardo all’omogeneità europea nel comparto delle concessioni autostradali – sottolinea Benini -, bensì l’ostracismo dei soci privati che, ancora una volta, non concordano con quella soluzione, così come è stato analogamente con le altre prospettate in passato.
Sboarina rifletta sulle evidenti responsabilità dei soci pubblici – lui compreso – dell’Autobrennero. Da anni non cavano un ragno dal buco è Verona continua a perdere i fondi compensativi che le spettano”.

“Il rinnovo di quella concessione per Verona vale circa due miliardi di euro per interventi infrastrutturali: la terza corsia tra Verona e Modena e la terza corsia dinamica Bolzano Sud-Verona, le barriere antirumore, le aree di servizio (Affi e Povegliano) e contributi alle Province per opere esterne all’asse autostradale, ad esempio il finanziamento per la mediana provinciale da Nogarole Rocca a Isola della Scala, senza contare il centro intermodale di Isola della Scala ed il rifacimento necessario dei caselli di Nogarole Rocca e Affi – commentano i dem -. La mancata conoscenza di fatti così rilevanti, qual è la diffida, testimonia ancora di più una certa inadeguatezza ad affrontare partite di questo rilievo, economico e infrastrutturale”.



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