Riceviamo a pubblichiamo il comunicato a firma di Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune e dell’urbanista Giuseppe Campagnari.
“Atteso dai cittadini veronesi come la quarta ondata del Covid, ecco arrivare sui grandi schermi dell’amministrazione Sboarina il sequel della Variante 23. Ancora? Ebbene sì! La cementificazione della città non è ancora finita. Sboarina ha ancora qualche mese di tempo per fare altri danni alla città con una nuova Variante 23 Bis!
Per capire cosa sia successo dobbiamo fare un passo indietro al novembre 2019. Il consiglio comunale vota per approvare la Variante 23 riadottata dall’amministrazione Sboarina-Segala dopo 3 anni di “riflessioni”. Vari consiglieri di maggioranza tra cui Ciro Maschio, Daniele Perbellini, Nicolò Sesso, Paola Bressan, Andrea Velardi, tutti urbanisti di fama internazionale, decidono che la cementificazione prevista dalla Variante non è sufficiente. L’istanza viene subito raccolta dalla maggioranza che vota a favore delle sei nuove schede norma contenenti, manco a dirlo, dell’altro commerciale, quindi supermercati, ma che non erano presenti all’interno del fascicolo della Variante. Perché non erano presenti?
Perché gli uffici le avevano rigettate, dichiarandole inammissibili. Il voto del Consiglio ha dunque funzionato da approvazione definitiva delle schede-norma presenti in Variante mentre ha avuto l’effetto di dichiarare l“adozione” per quelle “nuove”, già rigettate dagli uffici ma rimesse in gioco (nel silenzio della responsabile dell’urbanistica ing. Segala) dal voto della maggioranza consiliare del Sindaco Sboarina.
Ora dunque (entro il 18 gennaio 2022) le schede adottate devono tornare in consiglio comunale dopo le osservazioni di rito per la definitiva approvazione. E finalmente ad ogni consigliere di maggioranza potrà essere intitolato un piccolo supermercato o una piccola lottizzazione. Silenzio da parte del Sindaco e dell’assessore al Commercio i quali avevano detto che con la Variante 29 la cementificazione della città era finita.
Una della aree commerciali in oggetto si trova (manco a dirlo) a Verona Sud, ATO 4, tra via Legnago, via Imola e via Cesena, dove ora sorge un piccolo bosco. Gli alberi verranno tagliati e verranno spianati 5.835 metri quadrati di terreno che ospiteranno una struttura commerciale di 2.000 metri quadri con superficie di vendita non superiore ai 1.500 mq. Parliamo dell’area commerciale “Ciro Maschio”.
Un’altra si trova nell’ATO 7, a Poiano, vicino alla nuova rotatoria, su una superficie di 11.575 metri quadrati. Ospiterà anche qui una struttura commerciale di 2.500 metri quadri con superficie di vendita non superiore ai 1.500 mq. Sarà l’area commerciale “Sesso-Bianchini-Perbellini-Velardi”.
Non poteva poi mancare un intervento residenziale di 2.340 mq nel quartiere di Santa Lucia in Via Brigata Cuneo, proprio a ridosso dei binari. Un altro a Porto San Pancrazio in via Lazzaretto (Case Perbellini-Sesso-Bianchini-Bressan).
Completano il quadro un nuovo sito produttivo a Cadidavid e un’area per servizio pubblico vicino al Camuzzoni in Terza Circoscrizione (dove le aree commerciali sono nel frattempo esaurite).
Alla faccia dell’attenzione al territorio su cui Sboarina aveva spergiurato”.













