Con la posa delle recinzioni e la messa a punto delle opere preliminari, parte oggi la seconda fase dei lavori di ristrutturazione e consolidamento di Ponte Nuovo. Il cantiere, finanziato con 3,3 milioni di euro dovrebbe durare due anni. La prima fase, con gli interventi sui sottoservizi, è stata portata avanti durante l’estate e adesso prende il via questa seconda parte dei lavori che avrà ripercussioni importanti sulla viabilità e prevede infatti la chiusura del ponte al traffico veicolare fino alla fine di aprile. Ed è proprio questo che ha sollevato il malcontento di commercianti ed esercenti nei confronti dell’Amministrazione comunale, accusata di aver programmato l’intervento in un periodo delicato e senza un’adeguata condivisa con la cittadinanza.
“Le condizioni di forte criticità in cui versa Ponte Nuovo del Popolo sono note da almeno 16 anni – dice il consigliere comunale di Sinistra in Comune, Michele Bertucco -. Per arrivare al progetto definitivo da 3,3 milioni di euro occorre attendere il dicembre 2016. Tutto risolto dunque? Macché l’amministrazione comunale non ha finanziato per anni l’intervento che veniva ritenuto da tutti i tecnici necessario e urgente”.
“Ora si decide in fretta e furia di fare gli interventi di messa in sicurezza di Ponte Nuovo informando i cittadini e i commercianti solo a ridosso dell’intervento creando forti disagi in modo particolare per le attività economiche – insiste Bertucco -. Capisco che un ponte – ad esclusione di quello di Messina – non porti consenso, ma ricordo all’amministrazione che le portate del fiume Adige sono note da anni, per non dire da secoli, è, invece, mancato il coordinamento e l’informazione”.
Critici sulla gestione dei lavori anche il consigliere comunale Tommaso Ferrari e il presidente Pietro Trincanato del Movimento Civico Traguardi: “Quando parliamo dell’incapacità dell’Amministrazione di programmare gli interventi e condividere le scelte con i cittadini, intendiamo qualcosa di molto concreto. Il caso di Ponte Nuovo lo dimostra: l’intervento è da fare e nessuno lo mette in dubbio, lo stanziamento del Comune finalmente c’è e questa è una buona notizia, ma è possibile che a nessuno, dentro Palazzo Barbieri, sia venuto in mente che chiudere un ponte e avviare un grande cantiere in quella zona sotto le feste, quando la città è già affollatissima, sarebbe stata una follia?”
“È inconcepibile, soprattutto dopo ciò che nella stessa area è accaduto quest’estate in piena stagione turistica. È evidente che l’Amministrazione si stia dando un gran da fare per recuperare quattro anni di immobilismo in pochi mesi prima delle elezioni, ma riempire la città di cantieri e iniziative dell’ultimo minuto non ingannerà i veronesi. Se poi il tempismo è quello visto con Ponte Nuovo, che doveva essere programmato coinvolgendo nel cronoprogramma residenti e commercianti, il danno è ancora peggiore. Com’è già accaduto in passato, a subire gli effetti peggiori sarà Veronetta, dove si riverseranno migliaia di auto senza che sia stato elaborato un piano alternativo del traffico e un piano della sosta”, concludono Ferrari e Trincanato.













