“Con il green pass, i vaccini, la possibilità di consumare anche all’interno dei locali, i cosiddetti plateatici extralarge non hanno più alcun senso di esistere, soprattutto nell’attuale formulazione che li vede fornire a titolo gratuito – dicono Elisa La Paglia, Andrea Trombini, Franco Cacciatori e Renzo Bellotti del Pd -. Non possiamo dunque che essere d’accordo con il Sovrintendente Tiné che sollecita l’amministrazione a recuperare stalli e spazi e ritornare ad un regime di normalità con un migliore equilibrio tra le esigenze dei residenti e quelle dei commercianti e turisti”.
“Stando anche ad alcune recenti dichiarazioni dell’assessore al Commercio, secondo il quale sarebbero da tenere ‘vita natural durante’, e vista anche la tendenza ad ampliarne ogni anno di più il raggio di azione delle deroghe che venivano concesse già prima della crisi pandemica, temiamo tuttavia che non sia questo l’orientamento dell’amministrazione comunale la quale ancora una volta si mostra in difficoltà nel mediare tra i diversi interessi esistenti in centro storico. Del resto è lo stesso Sindaco Sboarina a definire il centro di Verona ‘un centro commerciale a cielo aperto’.
“Noi consiglieri del Pd non abbiamo questa visione, e ci batteremo sempre perché il centro storico sia anzitutto un luogo a misura di chi ci abita e perché i servizi a beneficio dei residenti non siano costantemente sacrificati a quelli rivolti ai turisti e visitatori”.
“L’autenticità del centro ci sarà finché ci saranno i residenti, altrimenti sarà Gardaland. Il difficile equilibrio di esigenze diverse può essere un’opportunità se nessuno dei due poli di interesse fagocita l’altro. Chiederemo di convocare al più presto una commissione consiliare nella quale discutere del tema”, concludono i dem cittadini.
“Non credo che per la città di Verona si possa parlare di dehors selvaggio e di situazione insostenibile: la gestione dei plateatici nella quasi totalità dei casi è filata liscia senza nocumento per il paesaggio urbanistico né criticità nel rapporto tra pubblici esercizi e cittadinanza”, sottolinea il presidente degli esercenti Fipe-Confcommercio Verona Paolo Artelio all’indomani delle affermazioni del Sovrintentendente Vincenzo Tinè.
“Dal 2020 bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, annaspano e quelli che non hanno chiuso faticano a restare in linea di galleggiamento: i plateatici hanno rappresentato una vitale boccata d’ossigeno che ha permesso a molti di tirare avanti e di preservare posti di lavoro – precisa Artelio -. Ovviamente, siamo pienamente disponibili a un confronto”.
“L’emergenza causata dalla pandemia non è ancora terminata e purtroppo i suoi effetti non termineranno di sicuro il primo gennaio – aggiunge il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena -. Le sperimentazioni dettate dalla situazione eccezionale e le agevolazioni agli esercenti, di cui in particolare per Verona ringraziamo l’amministrazione comunale, hanno prodotto risultati in larga parte positivi in termini economici e d’immagine, con pochissimi problemi: riteniamo che da queste “buone pratiche” occorra partire anche in proiezione futura, quando la situazione sarà tornata alla normalità”.













