La giunta ieri ha deliberato la restituzione di 790 mila euro alla ditta Adige Jewels, somma corrisposta in rate all’Amministrazione negli anni passati a titolo di oneri di urbanizzazione per il Piano urbanistico attuativo ‘La Ronchesana’, che prevedeva la realizzazione di nuovi edifici nell’area del Nassar, inserita nel Parco dell’Adige e soggetta a tutela paesaggistica e ambientale.
Secondo l’Amministrazione, questo passaggio segna un punto importante nel lungo iter dell’area in oggetto, cominciato nel 2006 quando la giunta regionale Galan aveva inserito nel PAQE, Piano d’Area del Quadrante Europa, la variante urbanistica prevedendone di fatto l’edificazione. Una scelta a cui l’allora amministrazione del sindaco Zanotto non si era opposta, inserendo tuttavia l’area nel Parco dell’Adige sud per il suo rilevante interesse naturalistico e paesaggistico da tutelare e preservare. Una dicotomia apparente che non impedisce quindi la presentazione del Pua da parte dei privati, con la presentazione del progetto di lottizzazione e l’approvazione del Consiglio comunale a dicembre 2007.
A pochi mesi dall’insediamento dell’Amministrazione Sboarina, la ditta chiede la proroga del Pua che ha valenza decennale, istanza che la nuova giunta non accoglie in virtù anche delle più recenti norme attuative sul rischio idrogeologico. Da qui il ricorso al Tribunale Amministrativo che ha condannato il Comune ad eseguire il decreto ingiuntivo e a pagare gli oneri di urbanizzazione già incassati per la lottizzazione.
Come spiegato dall’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala: “La restituzione della somma è un passaggio amministrativo dovuto. Ma al di là della vertenza in corso, questo episodio ci permette di fare alcune valutazioni sulle questioni urbanistiche. Innanzitutto, non dobbiamo mai dimenticare che le scelte urbanistiche non hanno ricaduta immediata ma a lungo termine. In questo caso, noi ci siamo trovati a gestire una vicenda che risale all’Amministrazione di centrosinistra dell’allora sindaco Zanotto, quando l’area del Nassar è stata inserita nel PAQE, una decisione a cui allora né giunta né consiglio comunale si sono opposti, permettendo che una zona vincolata dal punto di vista ambientale e a forte rischio idrogeologico fosse oggetto di nuove costruzioni. A differenza delle aree degradate che saranno rigenerate con la Variante 29, il Nassar è un’area completamente vergine, a ridosso dell’Adige e di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico – spiega l’assessore -. Non a caso la Soprintendenza ha manifestato preoccupazione per l’eventuale sviluppo urbano del Nassar, tanto che nel 2018 si era espressa negativamente sulla rimodulazione del Pua presentato dalla ditta. Noi abbiamo fatto la nostra parte negando la proroga al Pua, ma su questo attendiamo gli esiti. Analoga riflessione va ricordata al Pd per quanto riguarda gli ex Magazzini Recordati di Borgo Milano, che nel 2006 avevano presentato un Piruea per 7860 mq di Sul per commerciale, mentre noi abbiamo dato permesso a costruire di 1.500 mq”.
Sulla vicenda si inserisce anche il consigliere di Sinistra in Comune, Michele Bertucco: “Nella Variante n. 29 al Piano degli Interventi non era stata inserita una nuova proposta presentata dalla società Adige Jewels che prevedeva per il Nassar di alzare i palazzi, già bocciati, da 11 a 18 metri per un totale di 54 mila mq di residenziale, 9 mila di direzionale e 9 mila di commerciale sempre sulle sponde dell’Adige”.
La proposta però era stata dichiarata non ammissibile in quanto non rientrava “negli ambiti urbani degradati ed inoltre non è atta ad una riqualificazione e rigenerazione apportando miglioramenti allo stato urbanistico in cui è localizzata ed è priva di effetti positivi sulle aree limitrofe …”.
“Il progetto precedente era stato bocciato dalla Soprintendenza che ricalcando sostanzialmente le ragioni già esposte nella nostra proposta di delibera consiliare per la modifica delle previsioni del Paqe (Piano d’Area Quadrante Europa) aveva dato parere negativo alla realizzazione delle opere di urbanizzazione nell’area del Nassar. Laddove come Verona e Sinistra in Comune affermavano la necessità ‘di tutelare un’area agricola di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico in fregio al fiume della città, compresa tra l’Adige e la storica Statale del Brennero’, la Sovrintendenza, quasi di rimando, affermava che ‘la proposta pianificatoria non persegue fra gli obiettivi imprescindibili la ricucitura del rapporto con il più vasto ambito paesaggistico tutelato‘. Si parla infatti di 28 palazzine da 11 metri che, come rilevava anche la Sovrintendenza ‘arrivano fino al limite dell’area delimitata dalla sponda del fiume Adige’. Una trasformazione ‘non sostenibile rispetto ai valori paesaggistici del luogo’ e un progetto che ‘considera prevalente l’interesse della nuova edificazione senza un dialogo con il contesto circostante’. Non da ultimo si ricordavano anche ‘i recenti fenomeni di esondazione’“.
Come su molte altre pratiche urbanistiche è ora che l’amministrazione prenda una posizione netta: per il Nassar chiediamo venga portata in Consiglio la nostra Proposta di Delibera che chiede alla Regione Veneto una modifica delle previsioni contenute dal Paqe (dalle quali discende questa pesantissima lottizzazione) in maniera tale da escludere ogni tipo di edificazione nell’ambito di quella zona.













