L’Istituto Agrario Stefani Bentegodi di Buttapietra vuole coltivare i propri terreni in modo del tutto biologico. Gli ettari dell’azienda agricola Bovolino coltivati dagli studenti sono 56, 46 dei quali sono bio. In passato erano solo cinque gli ettari coltivati con sistemi naturali, mentre ora l’istituto sta diventando un modello di agricoltura sostenibile.
I nuovi progetti sono stati illustrati al convegno che si è svolto alla fiera del biologico B/Open a Fieragricola – promosso da Confagricoltura Verona – da Matteo Ducange, l’insegnante che ha portato avanti l’iniziativa dell’azienda agricola: “Siamo partiti nel 2017 con il solo mais e frumento, che finivano nel biodigestore vicino. Oggi coltiviamo molti cereali: segale, farro monococco, frumento duro e prossimamente anche il sorgo. Abbiamo avviato il progetto Bionet, per la conservazione e caratterizzazione delle varietà antiche di cereali e 42 meli e 12 peri antichi della montagna veneta, cultivar che stiamo conservando gelosamente e stiamo caratterizzando attraverso analisi dna, che confrontiamo con banche dati dell’Alto Adige e di Monaco di Baviera. Quest’anno abbiamo fatto anche un ettaro di bosco. Tutti progetti con i quali insegniamo agli studenti non solo il lavoro agricolo, ma anche a mantenere la biodiversità del territorio e a tutelare l’ambiente”.
Inoltre, i primi 47 studenti dei corsi post diploma Agribusiness management per le produzioni biologiche si sono diplomati nel 2021. “Tre anni fa siamo stati pionieri nel far partire i famosi Its, percorsi ad alta specializzazione post diploma, di cui tutti oggi parlano, anche se in Italia siamo ancora all’anno zero rispetto a Paesi come la Germania – sottolinea Ducange -. Nei corsi ci avvaliamo di formatori esterni, che operano nel biologico, dagli imprenditori agricoli del settore frutticolo a liberi professionisti di altre filiere. Siamo partiti da un corso, oggi siamo arrivati a due. Non abbiamo solo ragazzi che arrivano dall’istituto agrario, ma anche dal liceo. Si è iscritto perfino un laureato che ha deciso di prendere in mano il vigneto di famiglia e di trasformarlo in biologico. Una scommessa che ci sta dando parecchia soddisfazione”.
L’Istituto agrario possiede anche un vigneto e da alcuni anni produce i propri vini. Partecipa al progetto Consemi, Casa dei semi del Veneto promossa da Aveprobi, Associazione veneta dei prodotti biologici e biodinamici, per lo sviluppo di filiere di gestione della semente e la diffusione di varietà locali. “La produzione biologica sta assumendo un ruolo sempre più importante. Più del 10% delle nostre aziende agricole associate aderisce al bio – ricorda Roberta Martin, presidente della sezione biologica di Confagricoltura Verona -. L’istituto agrario sta facendo un lavoro importantissimo, perché gli studenti di oggi sono gli agricoltori di domani”.














