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Superbonus 110%: Ance Verona fa il punto sull’iter corretto per usufruire dell’agevolazione

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Il superbonus 110% ha raggiunto il suo obiettivo di riqualificare il patrimonio immobiliare e rilanciare la spesa nel settore delle costruzioni? È la domanda che gli operatori del comparto si stanno ponendo e i recenti dati Enea ci dicono che sta funzionando. In attesa della pubblicazione ufficiale della Legge di Bilancio 2022, c’è molta incertezza nei dettagli della proroga: se sarà per tutti (condomini e unifamiliari), se verrà introdotto un limite di reddito, come si è sentito. L’unica certezza è che dovremo attendere verso la fine dell’anno per avere notizie sicure.

“Siamo di fronte alla tradizionale incertezza di fine anno – sottolinea il Presidente di ANCE Verona, Carlo Trestini -. Non solo per il Superbonus 110%, ma anche per le altre detrazioni che scadranno a dicembre (bonus facciate e sismabonus) non sappiamo se saranno prorogate o meno e se alle stesse condizioni oppure no. L’incertezza complica tutto, si accavallano le domande e il loro peso burocratico. Tutta la filiera finisce in affanno: in una fase così impegnativa sarebbe decisivo poter programmare anche l’attività dei fornitori per evitare ritardi e speculazioni”.

Intanto, dopo quasi 18 mesi dall’introduzione dell’importante agevolazione fiscale, i tempi sono maturi per fare il punto su procedure e iter corretto. Ance Verona, partner tecnico di WoodExperience 2021 appena conclusosi, ha organizzato due momenti di approfondimento, uno sulle “Diagnosi non invasive sugli edifici esistenti” e l’altro “Superbonus 110%: simulazione dell’iter e istruzioni per l’uso”. Con il patrocinio di ANACI e di AITI-DMC, gli appuntamenti sono stati coordinati nell’ambito del progetto “CQ – Costruire in Qualità”. Promosso nel 2011 da ANCE unitamente agli Ordini e Collegi Professionali di Verona (Architetti, Ingegneri, Geometri e Periti Industriali), “CQ” si pone come obiettivo l’aggiornamento delle competenze e delle conoscenze sull’innovazione tecnologica e sui più moderni sistemi costruttivi, per garantire qualità e durabilità elevate delle opere nel rispetto dei tempi e dei costi preventivati.

“Se i lavori non sono effettuati a regola d’arte è probabile che nel breve o medio periodo siano richiesti costosi interventi “riparatori”, per i quali naturalmente non operano le agevolazioni. – ha dichiarato Giuseppe Mosconi coordinatore del progetto CQ e moderatore dei convegni -. Il superbonus può essere uno strumento importante, e richiede di confrontarsi e coordinarsi da subito per pianificare al meglio l’iter, definire chi fa cosa ed evitare sorprese in corso d’opera. Per l’edilizia le diagnosi preventive sugli edifici oggetto di interventi di ristrutturazione e/o di riqualificazione rappresentano un assoluto valore aggiunto, sia nel processo progettuale che in quello realizzativo, consentendo di individuare il preciso stato di fatto dell’immobile e definire con estrema precisione quali siano gli interventi più adeguati a raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Con il superbonus è possibile fare interventi di miglioramento sismico ed energetico (cappotti, serramenti, impianti, fotovoltaico, solare termico, eccetera). In molti si chiedono se è davvero tutto gratis. La risposta emersa è: dipende. Una cosa però è certa: il massimo della spesa che si può detrarre è il minore tra due importi.

“C’è una cosa fondamentale da sapere e per la quale non si entra mai nel dettaglio – ha spiegato il geometra Fabio Meglioranzi, esperto in computi metrici –. Vero che nasce il diritto alla detrazione del 110% delle spese sostenute, ma il massimo della spesa che posso considerare è il minore tra il massimale di spesa e la congruità dei costi. Per questo è importante partire da una precisa e dettagliata analisi iniziale, per definire dettagliatamente quali interventi realizzare e in che misura. Al termine dei lavori il tecnico abilitato deve inoltre asseverare l’intervento effettuato e quindi dichiarare che lavori sono stati fatti, che costi sono stati sostenuti, sulla base di quale prezziario è stata valutata la congruità. Una responsabilità importante per i tecnici, che infatti devono obbligatoriamente dotarsi di un’assicurazione, ma contemporaneamente una tutela maggiore per i committenti. Chi sarebbe contento di detrarre cifre importanti per poi doverle restituire in caso di controlli successivi da parte dell’Agenzia delle Entrate?”.

Se si tratta di lavori in un condominio, il primo passaggio è naturalmente la delibera dell’assemblea condominiale. “Il legislatore si è dimenticato di mettere le spese dell’amministratore di condominio all’interno dei costi detraibili previsti dal Superbonus – ha rimarcato il dott. Michele Ischia, Presidente di Anaci Verona –. E spesso i condomini storcono il naso se l’amministratore si fa pagare per la consulenza extra. Ma mi sembra normale, noi siamo garanti della sicurezza del condominio”.

Michele Ischia ha ribadito che la realizzazione dei lavori richiede la presentazione della cosiddetta CILAS; anche se il recente Decreto Semplificazioni ha eliminato l’obbligo di verificare la conformità urbanistico-edilizia, in realtà in alcuni casi sarebbe, se non obbligatoria, molto opportuna e consigliata.

“La regola generale vuole che ogni professionista debba presentare lo stato legittimo dell’immobile su cui si interviene prima di presentare la pratica – ha aggiunto il dott. Giovanni Uderzo ricordando che –, l’unica eccezione è rappresentata dagli interventi del Superbonus, e la decadenza del beneficio fiscale opera solo nei seguenti casi: mancata presentazione della Cilas; interventi realizzati in difformità; assenza di attestazione dei dati e non corrispondenza al vero delle attestazioni. E se l’edificio all’origine presenta delle irregolarità c’è il rischio di perdere i benefici del superbonus? Fondamentale fare le dovute verifiche di conformità. Ci sono casi in cui gli abusi iniziali sono sanabili e casi in cui ciò invece non risulta possibile”.

Infine, un chiarimento sul visto di conformità per la cessione del credito: “Quando si sceglie lo sconto in fattura o la cessione del credito derivante dalle detrazioni – ha reso noto il dott. Giustino Spatola, Responsabile servizio Fiscale, Finanziario e Tributario di Ance Verona – il contribuente deve richiedere il visto di conformità sulla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione.Il visto di conformità non è dovuto quando la detrazione viene utilizzata direttamente”.



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