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Truffa sui migranti: mentre Fresco si difende, la destra attacca il sistema dell’accoglienza

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Verona hanno eseguito nelle scorse ore un decreto di sequestro preventivo per equivalente, per un importo di oltre 12 milioni di euro, nei confronti di una società della provincia operante nel settore sportivo e del suo rappresentante legale, l’imprenditore 60enne Gigi Fresco, indagato per truffa nel servizio di accoglienza e assistenza a 700 migranti richiedenti protezione internazionale dal 2016 al 2018. L’imprenditore è indagato per truffa aggravata nei confronti della Prefettura di Verona, falsità ideologica in atto pubblico e turbata libertà degli incanti.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia economico finanziaria di Verona per oltre due anni, hanno prodotto una vasta documentazione che mostrerebbe come la società non avesse le carte in regola per partecipare ai bandi: tra cui l’esperienza nel settore, il numero di operatori e l’idoneità delle strutture destinate all’accoglienza. I Finanzieri hanno poi rilevato che l’oggetto sociale dichiarato alla Camera di Commercio era “l’esercizio di attività sportive ed attività ad esse connesse o strumentali”, poi ampliato per poter accedere ai bandi indetti dalla Prefettura.

“Ci vengono contestate irregolarità burocratiche, in particolare riguardo alla statuto della società, ma noi abbiamo agito in modo corretto e trasparente – ha dichiarato Fresco a TeleArena -. La prefettura ha sempre controllato il nostro operato, con verifiche ogni due mesi. Confido nella regolarità del nostro operato e dei professionisti di cui ci siamo avvalsi. I 12 milioni non sono il guadagno della società ma la cifra che abbiamo sostenuto per le spese”.

La Virtus Verona, “in merito alla notizia circolata in queste ore, intende chiarire come l’oggetto dell’indagine da parte della Magistratura riguardi una società diversa e che opera in maniera autonoma rispetto alla componente calcistica. Ci preme sottolineare come la società Virtus Verona militante nel campionato di serie C sia estranea alla vicenda e non sia stata attinta da alcun provvedimento giudiziario”, riporta la società sul suo sito.

“Se c’è un reato odioso è quello dello sperpero di denaro pubblico – commenta a caldo il sindaco Federico Sboarina -. La presunta truffa aggravata contestata dalla Guardia di Finanza a una società di gestione di un Cas è doppiamente odioso perché, se confermato, evidenzia il disprezzo per il bene collettivo e il sottobosco legato all’immigrazione clandestina. Solo il buonismo di sinistra si ostina a non riconoscere come il sistema nazionale dell’accoglienza abbia bisogno di una gestione efficace. Per questo ringrazio il Prefetto di Verona che invece, dopo le interdittive antimafia, ha un forte impegno per la legalità a tutti i livelli. Inaccettabile che sulla pelle dei richiedenti asilo ci siano persone che lucrano, chi scappa dalla guerra deve essere accolto degnamente. Se questo non avviene perché qualcuno mira invece a fare cassa, e per giunta è anche un ex amministratore pubblico, è ancora più inaccettabile”.

Anche Verona Domani, guidata dal presidente Matteo Gasparato, si inserisce nella questione: “Rispetto alla notizia del giorno che vede indagato il presidente della Virtus Luigi Fresco, plaudiamo al lavoro di indagine svolto dalla Guardia di Finanza e ai controlli della Prefettura. Impegno per la legalità che ha portato ai risultati di oggi. Ipotesi di reato gravissime, visto che stiamo parlando di soldi pubblici e ancor più se pensiamo che l’unico indagato è stato amministratore pubblico della nostra città negli anni passati. Presidente di circoscrizione per il centro sinistra e poi diventato uomo di punta di Tosi, tanto da essere candidato come capolista, della Lista Tosi, alle elezioni amministrative del 2017, per risultare poi il più votato del gruppo tosiano in Sesta Circoscrizione. Un’altra stella cadente della galassia dell’ex sindaco Tosi che deve fare i conti con pesantissime accuse da parte della magistratura”, commentano i consiglieri Marco Zandomeneghi, Thomas Laperna, Massimo Paci, Paolo Rossi e Roberto Simeoni.

“Ancora un abuso, ancora una dimostrazione tangibile di quanto la Lega ha sempre detto: dietro al fenomeno dell’immigrazione clandestina c’è un sistema parallelo che ne sfrutta i movimenti. Grazie al Comando Provinciale di Verona della Guardia di Finanza, che ringraziamo per l’opera sempre puntuale e a garanzia della collettività, emerge localizzato nella nostra provincia, un quadro inquietante di comportamenti fraudolenti ai danni dello Stato per oltre dodici milioni di euro. Troppo spesso il buonismo della sinistra ha chiuso gli occhi davanti all’evidenza, soprattutto nel biennio preso in esame dall’indagine, quando la Lega denunciava con forza storture ed abusi. Ora si faccia pulizia: pieno sostegno alla magistratura ed al suo operato e sanzioni certe per chi ha lucrato sulla pelle degli immigrati”, dicono i senatori veronesi della Lega Paolo Tosato e Cristiano Zuliani.

Sul fatto interviene anche l’on. Ciro Maschio di Fratelli d’Italia che dice: “Un plauso a Prefettura e Forze dell’Ordine per le accurate attività sulla truffa alla Prefettura sui migranti. Se i reati presunti saranno confermati sarebbero doppiamente gravi e infamanti in quanto commessi sulla pelle dei più deboli e disperati. Fratelli d’Italia da anni denuncia il fallimento dell’intera gestione dell’immigrazione in Italia che spesso alimenta il business dei migranti da parte di gente senza scrupoli. Per questa ci preoccupa la politica degli sbarchi illimitati del Ministro Lamorgese. Ci aspettiamo una durissima presa di posizione dalla sinistra veronese, (e di chi altri ha sostenuto Fresco in questi anni) sempre pronta a moralizzare sugli altri. O forse a loro l’esportazione del ‘modello Riace’ a Verona sta bene?”.

“La gestione dei profughi creata a suo tempo dai Governi sinistra ha sempre fatto acqua da tutte le parti. Pensiamo ai 35 euro al giorno per immigrato e ad altre sconclusionate corbellerie. Ma questa è questione politica, con scelte sbagliate e da contestare. Altra cosa è la vicenda che riguarda la Virtus: qui si è ancora in fase d’indagine, non è nemmeno cominciato un processo e sappiamo che la Costituzione stabilisce la colpevolezza solo dopo tre gradi di giudizio. Eppure il Sindaco Sboarina, un tribuno più che un avvocato, ha già emesso la sua sentenza”, commenta l’ex sindaco Flavio Tosi.

Diverso l’approccio della sinistra: “La destra spara sentenze dalla poltrona. Inaccettabile denigrare l’intero settore dell’accoglienza e una società come la Virtus che ha dato tanto al territorio”, dicono gli esponenti del PD Maurizio Facincani, Luigi Ugoli, Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

“Che il sistema di gestione dei profughi e dei richiedenti asilo sia a dir poco inadeguato, lacunoso e potenzialmente criminogeno non lo scopriamo con la vicenda di Mimmo Lucano e nemmeno con quella di Gigi Fresco a Verona”, sottolineano.

“Eppure l’immigrazione di massa dai Paesi poveri all’Italia risale almeno agli anni Ottanta. E se la situazione della gestione del sistema dell’accoglienza è ancora tale a distanza di decenni, le responsabilità politiche hanno nomi e cognomi: si chiamano Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, che sulla cattiva gestione del fenomeno immigratorio hanno politicamente prosperato lucrando voti seminando il pericolo dell’invasione e soffiando sul fuoco del disagio sociale”.

“Anche se dovessero essere dimostrati comportamenti illeciti in questo caso, non può essere messo in dubbio il valore dell’accoglienza e del sostegno. E non possiamo denigrare tutto un mondo che lavora bene e fa onore al nostro territorio veronese”, conclude la nota dei consiglieri.



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