“Delle due l’una: o Sboarina non sa contare oppure ha preso in giro i veronesi per 5 anni. Esaminando il materiale ufficiale del concept del nuovo Central park risulta infatti che l’area destinata a parco sarà di 225 mila mq, che non è il 100% dell’area (valutata 450 mila mq) su cui Sboarina aveva spudoratamente giurato in campagna elettorale di fronte al Comitato di Verona Sud (promessa poi ribadita anche da Sindaco per almeno 3 anni). E non è nemmeno il 64% annunciato nell’ultima presentazione ufficiale con i dirigenti delle Ferrovie e prima ancora si era parlato dell’86%. Parliamo invece del 50,2% dell’intera superficie, esattamente quanto prevede il PAQE regionale (Piano d’Area Quadrante Europa) fin dal 2005. Sotto non potevano andare, trattandosi di un valore vincolante. Ecco dunque perché Sboarina ha sempre respinto i nostri solleciti a chiedere alla Regione una modifica al PAQE per ampliare l’area da destinare a parco: stava soltanto prendendo in giro i veronesi!”, a dirlo il consigliere comunale di Sinistra in Comune Michele Bertucco che torna ad accendere la questione sull’atteso parco cittadino.
Il consigliere continua dicendo che, “ma chissà quanto costerà questo parco… Costa esattamente 2,9 milioni di euro, che è meno del 15% del valore delle opere pubbliche che il concept prevede di realizzare sull’area (20 milioni di euro di valore in totale) e lo 0,8% dei ricavi previsti, che ammontano a 318,8 milioni di euro”.
“La voce più consistente delle opere pubbliche sono, manco a dirlo, i parcheggi, che per un grande centro intermodale suona alquanto strano – spiega Bertucco -. In particolare il concept prevede un parcheggio interrato a “tetto verde” da 10 mila mq dal costo di 8,3 milioni di euro. La struttura sarebbe nascosta da una collina creata in mezzo al parco. Si prevede poi un altro parcheggio a raso sempre da 10 mila mq (grossomodo più di 300 stalli) dal costo di 500 mila euro.
Poi il consigliere di opposizione elenca punto per punto le misure che ritiene essere quelle esatte:
- 90 mila mq di edificazioni
- 30 mila mq per la stazione ferroviaria dell’Alta Velocità
- 20 mila mq di strade, sia perimetrali che interne al parco compreso il sottopasso
- 20 mila mq di parcheggi (di cui metà parcheggio mimetizzato dal “tetto verde”)
- 225 mila mq di parco, pari al 50,2%
- 64 mila mq di Fondaco
“Carta straccia anche la promessa di costruire “poco”, su 90 mila mq “soltanto” – dice ancora Bertucco -. Quello che ci è stato descritto, con una certa licenza poetica, come un “piccolo brano di città” è in realtà una massa di cemento da 335 mila metri cubi disposta su 3-5 piani che ripete funzioni già ridondanti, come gli gli alberghi (già presenti agli ex Tabacchi, al’ex Safem e alle Fedrigoni…).
Il consigliere elenca:
- 120 mila mc di residenziale, pari a 500 case (dato dichiarato dal progettista)
- 60 mila mc di commerciale, pari a circa 200-250 negozi
- 50 mila mc di direzionale, pari a circa 150-200 uffici
- 35 mila mc di albergo a quattro stelle, pari grossomodo a 250-300 stanze
- 35 mila mc di albergo per studenti (altre 250-300 stanze circa)
- 35 mila mc di residenza per anziani (o come si dice oggi, “senior living”)
“Possiamo solo provare ad immaginare il traffico indotto e non possiamo che biasimare la scelta di centrare, ancora una volta, la mobilità sull’auto. Questa progettazione condanna alla marginalità il filobus e lancia il chiaro messaggio che in fiera, alla stazione, e perfino al parco, si andrà con l’auto. La mobilità dolce è un orpello da ostentare ma su cui non fare affidamento”, sostiene Bertucco.
Bertucco inoltre insiste su tipi di mobilità alternativi: “Per collegare in modo sostenibile i vari punti di Verona Sud non serve il People Mover, ma la riattivazione delle ferrovie dismesse. Informiamo i progettisti di Signa Group che a Verona esiste una capillare ed estesa rete ferroviaria che aspetta solo di essere utilizzata per il trasporto urbano e suburbano, anche con una semplice estensione fino all’aeroporto Catullo”.
“Sboarina si è sbagliato anche sui tempi: il concept prevede il completamento dell’intervento nel 2030, postulando però che già dal 2022 sia possibile rimuovere i binari. Pura fantascienza. Il concept non dedica nemmeno una riga alla bonifica che sarà necessariamente di due tipi: bellica e da metalli pesanti”, conclude il consigliere Comunale.
Numeri che non trovano riscontro per l’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala, che risponde al consigliere Bertucco: “Solo un numero su tutti fa capire come il consigliere Bertucco non sia attendibile. I presunti 225 mila mq che lui dice siano il parco sono solo una parte, ed è quella contenuta dentro l’anello della pista ciclabile. Ma appunto sono solo una parte perché il parco è anche tutto attorno all’anello. Questo è l’esempio principale di come Bertucco faccia confusione con i numeri con la smania della campagna elettorale, che gli fa persino rinnegare i principi tipici della sinistra: la lotta allo smog e la difesa del verde. I suoi calcoli sono totalmente fuorvianti ed è incomprensibile che, proprio lui che per anni ha anche presieduto Legambiente, si opponga all’unica amministrazione che realizza a Verona il più grande parco urbano mai visto”, è l’affondo dell’assessore.
Che continua, “ha maliziosamente confuso anche tutti gli altri numeri, mescolando furbescamente i mq con i metri cubi, ma ben sapendo che i mq non sono tutti distribuiti sul suolo ma vanno anche in altezza. Infatti, non cita mai il numero che più di tutto fa fede e cioè i 100 mila mq di Sul. Questo è l’unico numero reale, volutamente tralasciato, così come volutamente finge di non sapere che il concetto urbanistico del fondaco è regolato da una legge regionale. Qualsiasi parco pubblico include strade, piazze alberate e piste ciclabili, ma Bertucco le inserisce fra le opere edificabili. Lo stesso fa con i parcheggi, che invece fanno parte degli standard urbanistici dei parchi ma lui li trasforma in metri quadrati”.
“Nell’ex scalo merci l’86% dei 450 mila metri sarà a verde, checché ne dica Bertucco – continua l’assessore Segala -. E nessuno ha mai derogato dai 100 mila mq di Sul. Altrettanto miope da parte sua opporsi al sottopasso che leva le code, e quindi lo smog, dagli altri sottopassi e soprattutto fluidifica il traffico e collega due quartieri accorciando le percorrenze in auto. Infine, anche i calcoli fantasiosi sulle fantomatiche centinaia di uffici e negozi (dati in mc), non si sa da dove vengano, visto che al momento tutti noi abbiamo in mano solo un concept. I progetti preliminari devono ancora essere fatti, ed in corso il confronto con il settore Urbanistica del Comune. La sua è un’operazione di imbroglio politico con i numeri. Il consigliere ha fatto solo un’operazione di mistificazione, in poche parole è solo effetto della campagna elettorale in cui trascina anche il candidato Tommasi ad opporsi a tutto, fra cui un sottopasso fondamentale per due quartieri”.













