Michele Croce, leader di Prima Verona, ieri sera a palazzo Camozzini, ha riunito le forze civiche che in queste settimane lo hanno spinto a scendere in campo – associazioni di quartiere, comitati, esponenti del mondo imprenditoriale, culturale ed accademico – per presentare idee, progetti e prospettive da porre al centro del confronto politico che si sta sviluppando in città in vista delle elezioni Amministrative del 2022.
L’avvocato ha ricordato i Personaggi che hanno reso grande Verona a cavallo tra l’800 ed il 900 e dopo la Seconda guerra mondiale creando enti capaci di creare ricchezza nel territorio: banche, assicurazioni, fiere, festival, agsm, zone industriali e aeroporto.
Alcuni di questi asset strategici oggi non ci sono più o sono stati svenduti, per Croce invece rappresentano veri e propri volani, motori economici in grado di produrre e moltiplicare ricchezza, oltre che di attrarre nuovi investimenti. E quindi puntare sulla crescita con ruolo di leadership dei motori economici, come Fiera, Aeroporto, Agsm Aim; dei motori turistici, come il mito di Giulietta, finalmente ordinato nell’accesso e nella cornice, o il Museo degli Scaligeri nell’ambito di un grande Polo Museale Unico che unirebbe i Palazzi Scaligeri, il Palazzo del Capitanio, il Palazzo della Ragione in una cornice museale paragonabile agli Uffizi di Firenze o al Louvre di Parigi; dei motori culturali con eventi di livello che una città d’arte del calibro di Verona merita, non solo in centro ma in tutti i quartieri.
“È in gioco il futuro di Verona, della la città che immaginiamo fra 20 – 30 anni: una città – secondo Croce – che sappia coniugare la sua bellezza storica e con essa la qualità della vita alle opportunità lavorative che i nostri figli e nipoti dovranno poter godere in tutti i campi economici: industriali, commerciali e agricoli, professionali e dei servizi, artistici e turistici. Perché Verona, il suo tessuto sociale, il suo posizionamento geografico, la sua cittadinanza laboriosa e generosa, lo permette. Una città, semplicemente, in cui sia bello vivere e in cui dia soddisfazione lavorare”.
“Prima di tutto – secondo Croce – occorre ripartire dalla Verona di oggi, superare l’imperante indecisionismo di questi ultimi anni, vissuti tra stalli, lentezze e continui ripensamenti, per tornare a prendersi cura delle strade, dei marciapiedi, della pulizia e del verde pubblico in modo mirato, programmato, con risorse degne di questo nome”.
Sul punto il Presidente di Prima Verona ha snocciolato le risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per i Comuni, sottolineando come il tornare a mettere al centro dell’azione amministrativa le attività essenziali porti beneficio ai cittadini e risparmio di costi, costituendo il modo naturale per raggiungere una Verona sostenibile.
Nell’anno della transizione ecologica nell’ottica della sostenibilità, declinata nelle tre aree ambientale, economica e sociale, non si potrà poi non mettere al primo posto dell’agenda del futuro Primo cittadino i Quartieri, investendo nella rigenerazione urbana finanziata dal PNRR: per la rigenerazione dei quartieri, per i nuovi servizi alla disabilità e per gli anziani e per asili e scuole dell’infanzia, per la nuova edilizia residenziale pubblica, per nuovi impianti sportivi. Somme importanti, da intercettare attraverso una macchina comunale operativa, immediata, adeguata.
Questi sono i temi che Michele Croce ha posto al centro del dialogo sul futuro della città: “Più che nomi di candidati sindaco, più che coalizioni possibili o futuribili, dovremmo tutti discutere della Verona del futuro, riprendendoci cura della Verona del presente. Che città immaginiamo, che opportunità vorremmo dare alle generazioni future. Ma anche tornare a occuparci seriamente di quartieri, strade, viabilità, pulizia, verde. Perché il presente va vissuto con dignità e il futuro preparato con serietà. Verona torni Verona! Ciò che è stata, che è diventata, che deve tornare ad essere. Sempre, però, nell’ottica di porre al primo posto l’interesse dei Veronesi e del Territorio. In questo senso noi ci mettiamo a disposizione di un progetto di ricostruzione, senza protagonismi, senza veti, con spirito costruttivo. Non conta Michele Croce. Conta Verona, il suo presente, il suo futuro”.













