Ieri è stato notificato al Comune il ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte del consigliere di minoranza Flavio Tosi, che chiede l’annullamento della delibera per l’approvazione della Variante 29, avvenuta in consiglio comunale il 28 luglio. Un ricorso basato, a quanto pare, non su vizi di forma del documento urbanistico, ma sulla mancanza di trasparenza nell’utilizzo degli strumenti digitali in dotazione all’Amministrazione e al Consiglio comunale da aprile 2020, viste le norme anti assembramento dovute all’emergenza sanitaria.
Flavio Tosi spiega così i motivi del ricorso al Tar: “Sboarina dice che voglio fermare la città, parole stravaganti se proferite dal Sindaco più immobile della storia. Vedere Sboarina che convoca l’ennesima conferenza stampa per parlare di me e insultarmi, anziché pensare alla città, dà ormai l’idea di un Sindaco disperato, a fine corsa. Noi invece siamo sempre stati coerenti: le poche iniziative urbanistiche positive dell’Amministrazione le abbiamo sempre votate, anche stasera ci esprimeremo a favore di due delibere in materia. Sulla Variante 29 però il discorso è diverso: quelle votazioni sono state gestite in maniera illecita, è gravissimo e non si può far passare tutto sotto silenzio”.
Nel merito del ricorso, Tosi spiega: “Sboarina è scorretto nel dire che si basa sull’episodio di ethical hacking, che lui definisce reato informatico, mentre si è trattato di un legittimo gesto politico che rivendichiamo e che ha dimostrato che in Consiglio comunale il sistema del voto a distanza, da remoto, non funziona. Il punto fondamentale del ricorso invece è l’assoluta mancanza di trasparenza nella gestione dell’aula consiliare da parte del Presidente del Consiglio comunale Leonardo Ferrari e del Sindaco Sboarina. Durante le votazioni sulla Variante – continua Tosi – alcuni Consiglieri erano nascosti, silenti per decine di ore, dietro lo schermo nero e non si sapeva bene se fossero presenti o meno e se qualcuno avesse votato per loro. Lo stesso Segretario Generale del Comune ha parlato di presunzione d’identità. È chiaro che questo va in contrasto con la legge che, nelle sedute a distanza, impone l’assoluta certezza e la tracciabilità di chi è presente e vota. Per questo nei prossimi giorni presenteremo anche un dettagliato esposto in Procura e Sboarina ne dovrà rendere conto in Tribunale. Ecco, a proposito di reati, sarà lui a dover spiegare come mai la sua maggioranza, su una sua delibera, non ha rispettato la legge che impone la trasparenza e la tracciabilità del voto a distanza.”
Tosi poi conclude replicando sui conflitti di interessi evocati dal Sindaco e sui richiami etici al bene comune, “gli interessi personali da chiarire sono casomai quelli relativi alle vicende pendenti su Sboarina, pubblicate anche da giornali nazionali. Sboarina ancora non dà spiegazioni sulla vicenda della sua casa in via Cappello, che risulterebbe comprata a meno della metà del suo prezzo di mercato, mentre chi gliel’ha venduta poi stranamente si è trovato persino a perdere non solo quella, ma anche l’appartamento dove viveva. Vicenda che vede di mezzo anche un noto avvocato, fatalità coinvolto come consulente nelle tentata svendita di Agsm alla milanese A2A, sventata solo perché la Procura ha aperto un fascicolo. Su questo c’è un esposto dell’ex Presidente di Agsm, Michele Croce, nominato dall’attuale Primo Cittadino, e a un certo punto rimosso dallo stesso solo perché contrario (giustamente) a regalare Agsm a Milano”.













