Cosa hanno in comune un appartamento acquistato ad un prezzo più che favorevole dal sindaco Federico Sboarina e la mancata fusione tra le società energetiche A2A e Agsm? Forse niente, ma qualcuno ha sollevato dubbi su una questione che sembra avere qualche risvolto opaco. Questo complesso intreccio ha trovato spazio sulle colonne de Il Fatto Quotidiano che stamattina ha pubblicato un lungo e dettagliato articolo sul tema.
Ma partiamo con ordine: c’è un appartamento del valore di 950mila euro acquistato dal sindaco, nel febbraio 2017, – anno in cui fu eletto – per “soli” 450mila (o 630mila) di cui 100mila versati e gli altri mutuati. Si tratterebbe di un grande appartamento signorile del quale il sindaco era diventato proprietario grazie ad un’intricata cartolarizzazione del debito, qui aveva fatto la sua comparsa una società di Milano assistita dall’avvocato Piergiorgio Grassi, allora collega di studio di Sboarina. Qualche tempo dopo, nel prosieguo delle operazioni ad assistere la società era arrivato l’avv. Gregorio Gitti di Brescia, persona nota e stimata nell’ambiente, ma cosa c’entra tutto questo con Agsm?
Presto detto, perché qui entra in scena l’avvocato Michele Croce, ex presidente di Agsm (2017-19) che lo scorso 7 luglio aveva depositato alla Finanza un esposto invitando ad indagare sulla vendita della casa del Sindaco all’interno di uno scenario inedito, quello appunto delle trattative per cedere Agsm ad A2A. Operazione di cui Sboarina era fautore, mentre il precedente sindaco, Flavio Tosi, voleva invece la fusione con Aim di Vicenza, ma il cambio a Palazzo Barbieri aveva sparigliato le carte e fatto prevalere altri interessi.
Croce, riporta ancora il Fatto Quotidiano, che da sempre si era opposto all’operazione milanese, era stato estromesso da Sbaorina e nella successiva seduta del Cda, come advisor legale, era spuntato l’avv. Gregorio Gitti. In quella occasione era stato il consigliere comunale di Sinistra in Comune, Michele Bertucco, a rivelare che allo Studio Gitti sarebbe andata una parcella di ben 850mila euro, che per un’operazione nemmeno conclusa sembra un po’ troppo.
“Sorgono dei dubbi sulla contemporaneità delle due vicende – dice ancora Croce dalle colonne del quotidiano di Marco Travaglio -. Lo Studio legale Gitti è il medesimo che ha assistito la società di cartolarizzazione (sostituendo il socio di studio di Sboarina)”.
E mentre Croce chiede di indagare a fondo e di verificare costi e parcelle di tutte le persone coinvolte, il Sindaco nel frattempo ha cambiato casa.













