“Ci sono piccoli gruppi di No Vax, supportati in alcuni casi da studi legali, che cercano in ogni modo di ottenere dai medici di famiglia dei certificati di esenzione per avere il Green Pass evitando il vaccino e il tampone”. A spiegarlo all’Ansa è stato Silvestro Scotti, segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg).
In Veneto il problema era già stato segnalato nell’agosto scorso e che con la progressiva estensione del Green Pass obbligatorio si sta facendo sempre più pressante: “In più occasioni – ha aggiunto Scotti – i pazienti si sono presentati dal medico di base con un foglio chiedendo al professionista di firmare e prendersi la responsabilità nel caso in cui dopo la somministrazione del vaccino avessero avuto dei problemi. Ma nessun medico ha firmato”.
Inoltre dal 15 ottobre, data dell’entrata in vigore del Green pass, è cresciuta esponenzialmente il numero dei certificati per malattia. Attenzione, anche in questi casi vanno fatte delle distinzioni: ci sono persone che cercano di farsi fare il certificato di malattia per “scampare” alla certificazione e altri che invece sono vittime dell’influenza stagionale o di altri malesseri reali.
In Veneto e nel Veronese, però, in questi giorni sono stati segnalati casi di richieste improprie, quando anche non aggressive, avanzate ai medici di famiglia. Richieste che arrivano a decine ogni giorno e che i medici iniziano a far fatica a gestire.
Quel che è certo è che i medici non possono essere lasciati da solo a gestire situazioni complesse e discrezionali come queste. La categoria adesso si sente sotto minaccia e chiedono maggiori tutele.













